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Tutti pazzi per Byrne

Salire sulla cima di Castel Sant’Elmo a Napoli vuol dire avere il controllo dell’intera città. Vuol dire ammirare il panorama che regala il golfo, e posare lo sguardo su ognuna delle strade che circonda il capoluogo campano. Insomma, un tempo quassù si saliva con un intento ben diverso da quello di stasera. Sei secoli fa nessuno avrebbe mai immaginato di ospitare un concerto che – al di là della gioia che emana – è un evento romanticamente nostalgico.

David Byrne in concerto. I ventenni tra il pubblico sono pochi, e quasi tutti figli della generazione che con i Talking Heads ha ballato e si è innamorata. Tutti, ovviamente, pronti a lasciarsi andare per quasi due ore di spettacolo.

Il colore più adatto alla serata è il bianco, e l’aura di candore circonda tutti, da Byrne – con le sue immancabili bretelle – a Mark Degli Antoni alle tastiere, da Graham Hawthorne alla batteria a Mauro Refosco alle percussioni, da Paul Frazier al basso ai tre eccezionali coristi che all’occorrenza sono pronti ad accompagnare i balletti che Lili Baldwin, Natalie Kuhn e Steven Reker disegnano sul palco per l’intero show.

“Songs of David Byrne & Brian Eno”, questo il titolo del live che il genio di origini scozzesi sta portando in giro per l’Italia, ma a far ballare non sono solo i brani del recente “Everything That Happens Will Happen Today”, ma una scaletta che rimanda indietro nel tempo e ripropone vecchi successi nella luce moderna della nuova formazione live. Sonorità tanto 80′s prendono sotto braccio i nuovi arrangiamenti e l’unico grande risultato è il divertimento. Un’euforia che parte dal palco e come un’onda invade fino all’ultima fila di una platea che non ha resistito sulle scomode seggiole di plastica. Tutti in piedi, e tutti a ballare. Si richiede un successo, e ne arrivano moltiplicati.

Più d’una le false ritirate, compresa una introdotta da Byrne con un “chiamate la security, perché lo spettacolo è finito!”. Humor? Non si è capito, fino alla fine. Ma a pochi è importato svelare l’arcano, perché il concerto è ripreso e tutti hanno ballato trascinando sui propri passi anche il timido compagno di posto.

Una sola, invece, l’insoddisfazione di questo caldo 23 luglio: la tanto richiesta “Psycho Killer” non è mai arrivata. Poco male, sarà uno dei motivi per cui ritornare ospiti del caro David.

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