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Ultima tra le anteprime nazionali della pattuglia hollywoodiana al Giffoni Film Festival, la commedia di John CarneyTutto può cambiare” sarà in sala nel mese di ottobre.

Prodotta, tra gli altri, dal guru della commedia americana Judd Apatow, tocco magico nella scelta dei copioni, che continua a non sbagliare un colpo.

Anche questo piccolo film, impreziosito dalla presenza nel cast delle star Keira Knightley e Mark Ruffalo, ambientato nel mondo dell’industria musicale, troverà il suo pubblico, siamo disposti a scommetterci fin da ora.

In una cornice da commedia romantica classica, troviamo un discorso sull’adattamento ai cambiamenti del mondo e sulla seconda opportunità non (troppo) banale.

Mark Ruffalo interpreta un produttore con un passato di successo (due Grammy Awards) e un presente burrascoso, con un matrimonio fallito e l’incapacità di risollevarsi da una serie di scelte sbagliate che lo hanno portato alla disoccupazione e all’alcolismo.

Keira Knightley è una cantautrice mollata dal fidanzato, diventato una famosa popstar, che viene ascoltata da Ruffalo nella sua ultima sera a New York, prima del mesto ritorno nella natìa Inghilterra, in un locale dell’East Village. Lui propone di fare un disco insieme, lei è inizialmente dubbiosa ma poi…

Le svolte narrative ed emotive generate da questa trama di base potete probabilmente immaginarle tutte, ma un paio di svolte inattese, soprattutto nel finale, rendono piacevole e appagante la visione per ogni tipo di pubblico.

Ma è il sottotesto a cui si accennava prima a rialzare il film dall’aurea mediocrità.

La produzione del disco, che occupa tutto il secondo atto del film, è un continuo florilegio d’interazioni tra oggetti vintage e ultratecnologici, usati ognuno al meglio delle proprie possibilità.

Ruffalo e la Knightley sono la personificazione di questo assunto: niente rottamazione del vecchio, niente “nuovismo” a tutti i costi, ma felice interazione. All’apparire dei titoli di coda non lasciate assolutamente la sala: dopo la parola “Fine” c’è la migliore scena del film, davvero LA MIGLIORE, che lancia un importante monito all’industria discografica che rischia di estinguersi sotto la spinta delle nuove tecnologie.

Vi farà uscire dalla sala ancora più soddisfatti.

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