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  • TV On The Radio: Dear Science

    TV On The Radio

    Data di uscita: 23-09-2008

    Loudvision:
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Del come diventarono ufficialmente grandi

Quando si dice anno di grazia. Prima David Sitek chiamato alla corte della divina Scarlett per produrre “Anywhere I Lay My Head” e inserito dall’NME in cima alla classifica dei “50 musicisti più avanti nella scena attuale”. Poi la carriera da attore di Tunde Adebimpe e le sue future collaborazioni con Mike Patton. Infine, e finalmente, il terzo disco in studio targato TV On The Radio.

Come tutti sanno, il famigerato “traguardo del terzo disco” è uno dei sogni/incubi di ogni musicista che si rispetti. Col primo ti sei fatto conoscere, col secondo hai affinato lo stile, col terzo devi sorprendere senza tradire.
Domanda: “”Dear Science,” ci riesce?”
Risposta: “eccome”.

La musica dei TV On The Radio è sempre stata costruita sui contrasti: tra perfezione elettronica e sudore rock, tra musica nera e tentazioni quasi dream-pop/shoegaze, tra innovazione e passato. “Dear Science,” prende tutti questi elementi e li frulla insieme, trasformando quelle che di fatto sono due/tre/quattro/n matrici diverse, e apparentemente incompatibili, in un frullato omogeneo.

Usando un termine veramente menoso potremmo parlare di emergenza, ovvero la formazione di schemi complessi a partire da regole più semplici.
Giusto per non esagerare chiariamo il concetto in due parole: il tutto è superiore alla somma delle parti. Ecco che le chitarre funky e i falsetti di “Crying” si mischiano al muro di suono conclusivo di “Halfway Home”, che a sua volta contrasta deliziosamente con l’hip hop tutto bassi di “Dancing Choose”.

“Dear Science,” è contemporaneamente il disco più bianco e più nero dei TV On The Radio, e questo dovrebbe bastare per spiegarne la grandezza. Difficile passare dal soul allo shoegaze senza batter ciglio, e se “Sitek” e “Adebimpe” ci riescono senza suonare mai pacchiani o attaccaticci significa che sì, il loro terzo disco è più che una promessa mantenuta.

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