Home > Recensioni > Twinspirits: Legacy

L’ombra della città proibita

Dopo il successo di “Forbidden City” i Twinspirits, formazione quasi interamente italiana capitanata dall’onnipresente Daniele Liverani, tornano con l’imponente “Legacy”.
Fin da subito il disco si presenta con una struttura particolare, la prima parte è composta di pezzi indipendenti l’uno dall’altro mentre la seconda è occupata dalla suite in cinque parti “The Endless Sleep”. La tecnica è ottima, sia per le parti strumentali sia per la voce, quello che lascia un po’ perplessi è il songwriting, certamente meno convincente di quello a cui ci eravamo abituati.

Che sia l’inizio di nuove e fantasiose sperimentazioni?

Punta di diamante del prog nazionale, i Twinspirits sono ben lungi dall’essere deludenti. Quello che lascia interdetti è l’apparente calo, evidente soprattutto nella prima parte di “Legacy”, ma è da riconoscere che prendere il loro precedente disco come termine di paragone non facilita le cose.
Preferiamo pensare che questo lavoro sia l’inizio di una nuova fase sperimentale, e che sia soltanto un anticipo delle meraviglie che ci regaleranno questi ragazzi.

Pro

Contro

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