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  • Twinspirits: The Forbidden City

    Twinspirits

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Migliorie

Daniele Liverani, autoimpostosi genius del prog metal conceptistico e qualitativo, ha dimostrato di non essere una semplice khymera. Così, solidificata la band del debutto, con lo spirito gemello di Tommy Ermolli, sua prodigiosa invenzione, ha licenziato il falsetto (fuoriluogo) di Nico Søren Adamsen per abdicare in favore del più corposo e lirico Göran Nyström, come tradizione svedese vuole.
Del cambio, la formazione se ne avvantaggia, apparendo più credibile e decisa.

Due poderose suite agli estremi dell’album reggono, come pilastri, l’architrave interna dei fregi. Migliora il songwriting e i suoni diventano più potenti.
Il cd manifesta la complessità a cui Liverani ci ha abituato dal suo primo progetto, con una maggiore predisposizione al metal ed una cervellotica cura delle strutture.
Di melodia peraltro ce n’è, di quelle neutre, che non trovano nelle atmosfere cupe il loro intimo compiacimento; e anche questa è sempre stata una peculiarità del nostro tastierista.

Alla fine, la città dimenticata è l’inconsueto prodotto d’autore alla Liverani: pieno di idee difficili da amalgamare, ma che nel complesso appaiono l’estremo rifugio per la musica italiana di superare copioni ricalcati sempre sull’esempio dei soliti noti.

È difficile criticare Liverani. I suoi prodotti, però, non danno alternative di mezzo: o piacciono o lasciano indifferenti. Il nuovo capitolo attrae per la maggiore potenza che sprigiona, ma non poche volte lascia un senso di forzatura. La musica spesso si compiace di sé stessa, manifestando assenza di pathos e di crescendo strumentali.

Pro

Contro

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