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U’Papun: Chi ha paura dell’uomo nero?

“Fiori Innocenti” è l’album d’esordio di U’Papun, gruppo pugliese composto da sei ragazzi più un attore, Francesco Tatone, che li accompagna durante i live. In occasione della presentazione del disco a Roma, abbiamo parlato col cantante del gruppo, Alfredo Colella.

Come nasce U’Papun?
Ognuno dalla propria mamma più o meno negli anni ’80!
Nasce come progetto di contaminazione di rock e canzone d’autore a cui in tempi rapidi si sono aggiunte altre persone e contaminazioni. Il nostro scopo era far confluire studi ed esperienze in un progetto che fosse un mix di musica e teatro. Abbiamo avuto uno scambio di idee molto costruttivo sulla composizione, sugli arrangiamenti, sui testi, poi abbiamo iniziato a collaudare lo show in Puglia partecipando a vari concorsi, festival e infine, con l’arrivo di Francesco nella band, abbiamo curato ancora maggiormente l’aspetto teatrale nei dettagli, cercando di capire come inserire dei colpi di scena, degli eventi particolari che per fortuna hanno trovato una loro funzionalità. Io mi sono occupato dei testi, Gigi Lorusso e Cristiano Valente si sono occupati di tutto l’aspetto tecnico, quindi è stato un disco realizzato completamente da noi. Solo in un secondo momento l’etichetta, la produzione hanno creduto in questo lavoro casalingo e ci hanno spinto.

Come avete selezionato i brani da inserire in “Fiori Innocenti”?
Il disco è nato selezionando le canzoni del nostro repertorio, da cui abbiamo scelto i pezzi che rendevano meglio in studio, che erano buoni per l’ascolto su disco ma che allo stesso tempo erano capaci di mostrare la nostra idea perché il CD è limitante rispetto a quello che noi proponiamo nel complesso.

U’Papun in dialetto barese significa “l’uomo nero”, come mai avete scelto questo nome?
Le storie delle canzoni hanno un aspetto oscuro rappresentato da alcuni personaggi che vengono inseguiti da questo uomo nero che può essere metaforizzato in più maniere: dall’uomo potente alla vanità a tutto ciò che crea debolezza negli uomini e nei personaggi delle nostre storie. Anche nelle scene teatrali che accompagnano le nostre esibizioni sono presenti gli stessi personaggi un po’ oscuri quindi l’uomo nero un po’ ci insegue. Inoltre il nostro gruppo non ha una collocazione musicale ben precisa, ma è molto presente la nostra provenienza geografica: c’è, nel nostro sound, questo tocco popolare, questa atmosfera folkloristica che fa da ambiente alle storie e darsi un nome in dialetto è anche un modo per onorare la nostra Puglia!

C’è anche una canzone in dialetto…
Si, “La Nèbbie” è una poesia in dialetto che parla di una situazione che riguarda la nostra zona da vicino ma anche il resto del Sud. È un tema abbastanza noto descritto in una poesia un po’ surreale, spettrale, soprattutto per l’aspetto musicale: c’è questo sound pieno di effetti e atmosfera e poi sfocia in un impatto violento che risulta particolare.

Però è presente anche tanta ironia nei vostri testi…
Questo appartiene all’altra nostra facciata. C’è una parte seriosa, un po’ oscura, un po’ riflessiva e c’è quest’altro lato comico, ironico ma c’è un legame tra le canzoni di questo album: i personaggi sono tutti “Innocenti”, anche se finti innocenti. Nello spettacolo anche è presente questo momento comico perché ci piace l’idea di suscitare più emozioni, di far riflettere raccontando una storia che possa riguardare un po’ tutti quanti come una storia d’amore vissuta in modo un po’ cinico… come la nostra Biancaneve a cui non interessa più del principe azzurro, è una Biancaneve più moderna ma anche più cinica che preferisce andare dai suoi vari amanti piuttosto che vivere per sempre felice e contenta col principe! Nel caso di Giulietta la storia è un po’ inversa perché c’è questa Giulietta che si innamora di un Romeo un po’ approfittatore che consuma il rapporto e poi se ne va felice

Si può dire che queste canzoni riflettono un po’ di tematiche serie come la troppa importanza ai soldi, all’apparenza, ma anche il cambiamento nei rapporti uomo-donna?
Si, anche se lo facciamo più che per sottolineare dei cambiamenti, per narrare storie che in qualche modo viviamo e vediamo, per tipologie di persone che oggi hanno una visione diversa rispetto alle fiabe ai drammi amorosi. I testi, di cui io mi occupo, cercano di raccontare con ironia storie che ti trovi accanto toccando anche temi sociali.

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In “L’Appapparenza” c’è anche Caparezza, com’è nata questa collaborazione e com’è stata?
Caparezza è una persona molto amabile e un artista che, quando non è impegnato con un disco o un tour, segue la realtà underground, in particolare in Puglia ed è venuto anche a sentire noi, una volta. Quando abbiamo scritto questo pezzo sull’apparire a tutti i costi, tema molto legato allo show business ma non solo, Caparezza ci è sembrato da subito l’artista adatto per una collaborazione soprattutto perché è riuscito a imporsi con le proprie idee senza scendere troppo a compromessi. Un altro famoso come lui magari avrebbe completamente ignorato il nostro messaggio invece lui ci ha risposto entusiasta, ha scritto la sua parte letteraria e poi è stato presente anche nel videoclip. Insomma un sostegno molto importante!

Chi sono i vostri modelli di riferimento nel mondo musicale?
Ce ne sono tanti! Io sono legato al cantautorato di Gaber in particolare ma più in generale alla forma del teatro – canzone quindi anche Jacques Brel, De Andrè. Poi ci sono varie band che ci ispirano…i musicisti sono più progressisti e ascoltano King Crimson, ma andiamo pazzi anche per gli Area, Elio e Le Storie Tese, Frank Zappa poi ovviamente ci piace anche la contaminazione, le musiche da tutto il mondo, ci piace divertirci con la musica! Diciamo che siamo molto legati all’Italia degli anni ’70 dove c’era un cantautorato di un certo tipo e delle band fortissime stimate in tutto il mondo di cui ci piacerebbe portare avanti il pensiero cominciato anni fa.

Oggi si parla di crisi del mercato discografico eppure si moltiplicano i reality show come Xfactor, Amici..qual è il vostro parere su questo tipo di programmi?
Andiamo avanti dai!
Secondo me il fulcro del problema è che mancano gli artisti veri. Noi siamo stati abituati ad ascoltare artisti che, per quanto potessero essere discutibili, avevano un’identità ben precisa: l’Italia vanta tantissimi nomi importanti anche a livello internazionale. Mentre oggi ci si accanisce tanto rispetto a questa nuova modalità di trovare talenti. Non credo sia tanto interessante seguire quotidianamente litigi o invidie di vario tipo perché è il disco stesso a dover esprimere delle emozioni, far sì che il tempo che l’ascoltatore deve investire su di te abbia un valore. Non mi va di puntare il dito perché capisco che tutti quanti vogliono trovare uno spazio e che c’è anche una professionalità in qualche modo dietro a queste trasmissioni, però stanno occupando un po’ troppo il mercato musicale non dando la possibilità a realtà che hanno già il proprio materiale, le proprie canzoni e la voglia di stare sui palchi, di esprimersi in qualche modo: è questo per me l’aspetto più grave.

In questi reality forse l’apparire prevale sull’aspetto musicale…
Assolutamente! Eppure è un peccato perché esistono tantissime realtà underground che valgono e hanno tutto il diritto di stare sul palco, di avere un pubblico, di farsi ascoltare e di promuovere un disco..apparire va bene ma non potrà durare per sempre!

Qual è lo spazio per musica indipendente oggi in Italia?
In Italia non lo so..noi siamo terroni! Sinceramente la Puglia gli spazi per le band emergenti sono molto cresciuti. Fino a poco tempo fa c’erano solo le band appartenenti al mainstream. Nel corso degli anni l’insoddisfazione accumulata da parte di tutte le persone che fanno musica credo abbia dato una spinta per creare cose nuove ed essere anche un po’ competitivi. Poi in Italia non saprei perché ci siamo appena affacciati al mercato nazionale.

Progetti per il futuro?
Quest’estate faremo un tour. Già ci sono delle date previste che comunicheremo via web e poi sicuramente ci sarà un secondo disco perché questo primo disco ce lo portiamo avanti da un po': l’abbiamo progettato un po’ di tempo fa ma abbiamo avuto una serie di difficoltà nel distribuirlo e nel metterlo alla luce perché non è interessato subito a tutti gli addetti ai lavori. Adesso abbiamo già nuovi brani e nuove idee per il secondo disco per cui sicuramente per l’autunno ci metteremo in studio e ci lavoreremo su.

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