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  • U2: Songs Of Innocence

    Island Records / none

    Data di uscita: 13-10-2014

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Li stavamo aspettando con ansia ed eccoli tornati: gli U2 hanno pubblicato l’album “Songs Of Innocence”, cosa dobbiamo aspettarci da questa nuova fatica della band di Dublino?

Gli U2 non sono sicuramente quelli di un tempo, questo va detto. Della vena rockeggiante tipica degli esordi non vi è più traccia. Il filone intrapreso è la naturale continuazione degli ultimi tre lavori: chitarre sature di effetti e sezioni ritmiche in primo piano con il basso sempre in risalto. E poi la voce di Bono, che ricerca ritornelli facili, tipicamente pop. Nella prima parte dell’album le soluzioni vincenti non mancano (“The Miracle (Of Joey Ramone)”, “Every Breaking Wave”). Il problema sorge con le cosiddette ballads: sapere che gli U2, proprio quelli che hanno scritto “Sunday Bloody Sunday”, si siano ridotti a canzoni come “California (There Is No End to Love)” e “Song for Someone”, ci costringe a provare un po’ di commiserazione per questa band che nell’ultimo decennio si è sempre più compromessa.

 

Ma quest’album, con un ultimo colpo di coda, ci fa scoprire una parte finale interessante: “Raised By Wolves” e “Cedarwood Road” sono buoni esempi di come gli U2, qualche volta, tirino fuori buone idee dal cassetto.

 

Tirando le somme, Songs of Innocence rappresenta un notevole passo avanti rispetto al pessimo “No Line On The Horizone” del 2009, rimanendo comunque un lavoro dei nuovi U2, quelli che piacciono tanto alle radio commerciali e meno ai fan nostalgici degli anni ‘80. L’impressione generale è che nel complesso le idee ci siano (il sound del disco, registrato magnificamente, mi è piaciuto) ma, complice la voce di Bono che sembra ormai ripetersi in canzoni tutte uguali, non siano sfruttate appieno nel ricercare qualcosa di originale.

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Contro

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