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Udine immersa nel nero

Dopo soli dieci mesi dalla loro ultima apparizione in Italia, i Metallica scelgono Udine per celebrare il “Black Album” che ventuno anni fa li portava alla notorieta’ planetaria. E la presenza di band del calibro di Machine Head e Gojira a supporto trasforma l’ evento speciale in una giornata ad altissima gradazione metal. I cancelli dello stadio ‘Friuli’ si aprono alle 15 ad accogliere un quanto mai variegato ed eterogeneo muro umano di ragazzi proveniente da mezza Europa, per un afflusso stimato sulle 40000 unità che sancisce il successo dell’avvenimento nonostante la minaccia meteo e il clima da tregenda. Mentre i tecnici sul palco completano i controlli dei dettagli, gli spalti e il prato vengono gradualmente occupati dai fan che si ingegnano per ingannare l’attesa.

Attesa che termina alle 18 in punto quando ad aprire le danze si presentano i francesi Gojira. Compito non facile data l’importanza dello show, ma i transalpini sciorinano una prova dignitosa a beneficio di coloro che si degnano di dargli ascolto. Trenta minuti trenta per cinque pezzi: eseguono “Oroborus”, “The Heaviest Matter Of The Universe”, “Backbone”, “Love” e “Flying Whales” per il congedo dal pubblico. Bravi, letali e tecnicamente validi.

Break di trenta minuti e alle 19 l’intro di “I Am Hell” annuncia l’arrivo sul palco dei Machine Head. Robb Flynn e soci macinano strumenti e platea con una performance superlativa di metallo incandescente attingendo dai loro ultimi tre album: oltre alla già citata opener, la scaletta si snoda da “Be Still And Know” a “Imperium”, da “Beautiful Mourning” a “Locust”, da “Aesthetics Of Hate” a “Darkness Within” e a concludere “Who We Are” ed “Halo”. Settanta minuti per confermare i Machine Head fra le band migliori del panorama metal attuale.

Nel frattempo il clima si e’ decisamente placato e l’unica tempesta che si attende è quella che sanno scatenare i Four Horsemen. I quattro di Frisco sanno come creare quella spasmodica e pulsante tensione che precede ogni loro show per poi portarla all’acme con l’esecuzione dei loro pezzi senza tempo. Alle 21.20 l’intro di Morricone ferma il tempo e poi “Hit The Lights” travolge il Friuli, seguita a ruota da “Master Of Puppets”, “Fuel” e “For Whom The Bell Tolls”. Si prende fiato con ‘Hell And Back” tratto da “Beyond magnetic” prima del salto temporale che riporta tutti nel 1991.

Le immagini alle spalle di James, Kirk, Lars e Rob danno i numeri da record dell’album Nero, mentre i quattro artisti lo suonano per intero con la scaletta rovesciata: da “Struggle Within” a “Enter Sandman”, e in maniera impeccabile, col contorno delle luci, dei fuochi e delle esplosioni e dei video dei singoli estratti dal superplatinato platter.

La folla in visibilio si consegna volontariamente ai bis: i Metallica non fanno prigionieri e colpiscono senza pietà. Si parte con “Battery”, l’immancabile “One” con botti e fiamme, e a chiudere ‘Seek And Destroy’. Il viaggio nel tempo e’ finito, il pubblico si spella le mani e urla il proprio amore per Jaimz e Larz, Kirk e Rob che si profondono in ringraziamenti e regalano plettri e bacchette. La gente sciama appagata e felice. Le luci si spengono. Si riaccenderanno su altre città, ovunque i ‘tallica decidano di portare la loro magia e di trasmettere emozioni

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