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Ugo Mazzei: Un cantautore per Legambiente

Non è facile trovare lavori innovativi nella nostra storia musicale. Ugo Mazzei però, è di certo un artista originale, se non altro per i temi che affronta nel suo ultimo disco “AdieuShangri – La”. Tutti brani volti a sensibilizzare l’ascoltatore verso la salvaguardia ambientale, e il ritmo, talvolta ballad, talvolta molto country, ci trasporta proprio dentro l’amore e il rispetto che l’artista prova per la nostra terra e la nostra musica. Attraverso questa intervista cercheremo di presentarvelo ma vi consigliamo di farlo conoscere soprattutto alle vostre orecchie….

Nella prima canzone del tuo nuovo album,(“Fatemi Respirare”) inciti gli ascoltatori a prendere provvedimenti per il nostro mondo sempre più in degrado. Infatti noi “abbiamo voce per urlare” e dovremmo tutti cominciare a farlo. Qual è il tuo impegno sociale verso l’ambiente? E come è nata l’idea di comporre un disco che promuova la salvaguardia della natura?
L’impegno verso l’ambiente, in genere, arriva con la maturità. Fin quando si è ragazzi sembra tutto dovuto, il sole è lì per abbronzarci, l’acqua per dissetarci, la spiaggia deve essere pulita per pomiciare meglio nei mesi estivi. Ma tutto cambia quando ti rendi conto che quello che la natura ti regala, lo devi curare, mantenere e trattare come la natura tratta te! Così nasce l’idea di realizzare un disco con la collaborazione di Legambiente, non solo per sensibilizzare le persone alla salvaguardia dell’aria che respiriamo ma soprattutto per parlare di cose diverse dall’idea del solito testo d’amore o di protesta politica (anche se qui è presente).

Nella canzone “Sexy Road” parli dell’America. Il tuo stile è un soft rock molto simile a Rod Stewart e Jim Croce che si distinguono per riff non troppo complessi e stile impeccabile. Che rapporto hai con il cantautorato americano?
Credo lo stesso rapporto che hanno avuto I grandi cantautori del passato in Italia. Il sogno di libertà tipico statunitense. Anche le canzoni, semplici nella stesura, in quanto di estrazione popolare, il Folk,che poi non è altro che la tradizione dei cantastorie dove ogni storia rispecchia il luogo in cui viene raccontata.

C’è una canzone che più di tutte ha catturato la mia attenzione: “Canzone Per Chico”.
Sapendo che il tuo disco era incentrato su tematiche ambientali, ho dedotto che stessi parlando di Chico Mendez, il grande sindacalista brasiliano che si è battuto tutta la vita per salvaguardare la foresta Amazzonica. Molti artisti prima di te lo hanno osannato: Mario Lavezzi, i Nomadi, Paul McCartney, ecc. Parlami della tua evidente ammirazione per questo grande uomo e di come ha potuto ispirare la tua commovente ballad voce e chitarra…
Beh, un po’ come tutti gli uomini che hanno dedicato la vita intera ad una causa, morendo per delle idee e nel caso in questione,morendo per delle azioni visibili, Chico, sindacalista, uomo dalle mille forze, un Che Guevara “verde”, è senza alcun dubbio un eroe, una medaglia al valor civile, un uomo caduto per tutti noi, per far si che, il cosiddetto polmone del mondo continuasse a generare ossigeno.

“Armaggeddon” è indubbiamente una chiara denuncia contro il nucleare. Credo che gli accordi adottati in questa canzone e gli strumenti che incorniciano la tua voce riportino alla mente dell’ascoltatore la sensazione di ansia, attesa che arriva prima di un disastro inevitabile. Com’è nata l’idea di fondere una musica così attiva con delle parole così in antitesi, dato che raccontano una storia d’amore?
Sai certe volte raccontare fatti tragici richiede un po’ di humor, così l’idea di Armageddon o distruzione totale sarebbe risultata più leggera da digerire. In questo caso si tratta di un esperimento o meglio di uno deitroppi esperimenti nucleari negli atolli paradisiaci . Ma l’idea di metter dentro una coppia che consuma l’ultimo idillio prima di tornare polvere,mi piaceva e ho dato il giusto peso al testo prendendo la morte con filosofia e marcando l’idea di eutanasia intesa come morte dolce!!

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Ovviamente, da uomo quale sei, non potevano mancare canzoni sull’altro sesso: “Oh Susanna” e “Oggi” parlano proprio di due donne. La prima è di nuovo ambientata in America, con il ritmo quasi country; la seconda invece ha uno stile molto più ballad, che ci trascina verso un’atmosfera dolce, quasi da fiaba, dove gli accordi semplici lasciano il posto alla tua voce quasi sussurrata. Come sono nati questi brani così simili e così diversi?
Il mio buon amico e collega Luigi Grechi De Gregori, m’ha ispirato, da quando ci conosciamo, vecchie ballate country e ritmi incalzanti, cavalli pazzi oppure dolci nenie riscaldate da fuochi accesi,stivali, speroni ma al posto dei fucili le chitarre folk. Così nasce “Oggi”, una sorta di ninnananna tipicamente primaverile, dove, la donna intesa come simbolo della fertilità nella tradizione campagnola Americana, diventa una Dea, e nel caso di “Oh Susanna”, una prostitutasi trasforma in regina.

Vorrei parlare della canzone che da titolo all’ulbum “Adieu Shagri-La”. Ognuno di noi ha un terra immaginaria. Puoi descrivermi com’è la tua? Come credi dovrebbe essere il mondo peressere un posto più felice? Immagino che ovviamente non possano mancare chitarra e microfono…
Si, e anche un foglio dove scrivere ciò che chitarra e microfono ti suggeriscono. Il luogo ideale è sempre casa!! Ma per l’artista, spesso, casa diventa dove parcheggi la macchina la sera quando ti ritiri. Perché la terra che ti accoglie, tante volte, non è tua!! La fai tua e non ti tradisce! Come una donna che non nasce tua, ma lo diventa nel corso della vita, così la casa, così la musica,così Shangri-La!

Shangri-La è un’utopia. Quello che mi chiedo è perché nella tua canzone tu dica “Adieu”, alla tua terra immaginaria che sembra vada in rovina….
Addio terra del sogno…. Non voglio vederti soffrire, ti abbandono per poi ricostruirti un giorno, quando avrò consapevolezza che potrai crescere e fiorire insieme a me. Quindi è un abbandono momentaneo.

Hai pensato tu alla stesura delle parole e della musica, oppure hai avuto collaboratori da ringraziare?
Io credo che nella vita, gente da ringraziare ce ne sia sempre, nel mio caso c’e’ la poesia mondiale, poeti indiani,americani, francesi maledetti e tanti altri ancora. Sono loro che ti suggeriscono la via più breve nella stesura ed interpretazione di un pensiero.

Da quanto tempo ti dedichi alla musica? So che il tuo primo album risale al 2011, ma è ovvio che il tuo lavoro nasce molto prima. Raccontami brevemente come nasce questa passione e come hai coltivato quest’evidente dote…
Io penso di essere un bazar, dove trovi di tutto e nello specifico nulla! Mi è sempre piaciuto scrivere canzoni, prendendo un po’ qua un po’ la ma credo di non essere il solo almeno in Italia. Così mi sono interessato di musica a 360 gradi fin da quando ero adolescente. Poi ho fatto l’arrangiatore, ho lavorato negli studi di registrazione dove fra un ritaglio di tempo e l’altro, incidevo le mie canzoni e alla fine ho pubblicato il mio primo disco “pubblico e privato” con la Interbeat e con l’ Egea.

Spero di farti un complimento se ti dico che la tua voce mi ricorda il maestro Vecchioni e la tua musica mi riporta a tratti alla maestria dell’immenso De Gregori. Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato?

Gli stessi che hanno ispirato i maestri da te citati, quindi: Dylan, Cohen, Ferre’, Brel, ed altri.

Il tuo stile, non molto ricercato e a volte disinteressato, è tipico del cantautorato italiano. Molti prima di te hanno lasciato più spazio alla voce, alle parole, e al loro significato. In conclusione vorrei lasciarti un ultimo spazio per parlarci delle tue aspettative e, già che sono una fisionomista credo tu somigli molto (almeno esteticamente) ad Umberto Tozzi. Ti auguro un successo simile al suo!

Sai, ormai con internet è facile reperire una foto! A Tozzi? Insomma.. lui è rosso io un po’ più biondo però qualcosa c’e’!!Ti ringrazio per l’augurio finale e spero, più che di avere successo, di lavorare sempre e con l’impegno del primo giorno!!

Quindi lettori, armatevi di un stereo o di buone cuffie e catapultatevi dentro questo disco sorprendente. Non troverete di certo una voce dalle mille estensioni, non troverete di certo accordi complicati o chitarre a dodici corde, se cercate cose simili compratevi un disco degli Stones. Ma resterete meravigliati nello scoprire questo talento così geniale e carismatico, tipico della nostra terra. Ricordatevi sempre di sostenere la buona musica italiana.

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