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Umanità hardcore

I bergamaschi The Infarto Scheisse! sono Gianlu alla chitarra, Ivana al basso, Nat alla voce e Fabri alla batteria. Fanno un hardcore genuino ed intelligente, molto fisico, molto diretto e molto ben suonato.

La loro discografia è stramba e trovare i loro album un’impresa titanica. Hanno all’attivo un demo di tre pezzi, introvabile, un 12 pollici per la Erode Records, un 5″ con bonus track edito per la Shove, uno split con Lady Tornado per la Shove e il loro cd più conosciuto, “La Falce”.
Il gruppo è praticamente di culto per chi lo conosca, sconosciuto a tutto il resto dell’umanità.

La sottoscritta non è un’amante del genere Hc, ma ha un ex fidanzato amico dei La Falce completamente intruppato con le loro canzoni che, una volta ascoltate davvero, non possono lasciare indifferenti.
L’umanità dei The Infarto Scheisse!, la loro amicizia, il legame che c’è tra loro e che sul palco si sprigiona in energia, l’essere semplici, genuini e profondi sono cose che catturano tanto quanto la loro perizia e la creatività che permette loro di essere in un genere senza diventare mai ripetitivi. Su tutto, i testi: si parla di incomprensione, rabbia, ricordi. Le parole sono molto importanti nell’economia della band.

A Cremona, i The Infarto Scheisse! hanno presentato per lo più canzoni nuove, che stanno venendo incise per il loro prossimo lavoro: si è iniziato con “Il Ricordo”, che Nat ha spiegato essere il motivo per cui alcune persone non si iscrivono a Facebook: «Non ho voglia di ritrovare i miei amici delle elementari». Si tratta di un pezzo poderoso, in cui Nat ossessivamente ripete: «Io non mi ricordo».
Poi “Verso Kroinberg”, che parla del desiderio di trovare un luogo dove stare bene e parlare con le persone, accentuando l’impressione che Nat sia un po’ sociopata, soprattutto quando ruzzola per il palco con sguardo vacuo e sudatissimo.
I pezzi si susseguono martellanti, spesso molto vicini al metal, mentre Nat, nella tradizione della band, alterna parti parlate a pezzi scream. Quindi “Dentro un Piano Sequenza”, presentato in pubblico per la prima volta che, blablabla, Nat ha spiegato trattare (sorpresa!) del brano “Atlantic City” di Bruce Springsteen (come ci stupiscono i The Infarto Scheisse!). Quindi “Nessun Nome Numero Due” (chi ha scordato la bellissima “Nessun Nome Numero Uno”, presente in entrambi i cd del gruppo?) con Nat sempre più lanciato, a saltare, rotolarsi, far roteare il microfono (mancando solo per miracolo il basso di Ivana, la pancia di Gianluca o la propria capoccia) e “Dritto Contro un Muro”, dei Negazione, per i quali la band ha un grandissimo rispetto. Cover perfettamente riuscita, anche se Nat non era soddisfatto, perché «i Negazione avevano più fiato».

È sempre un piacere recarsi a un concerto dei The Infarto Scheisse. Ma per favore, ragazzi, la prossima volta che vi vedo fatemi “Oggi Metto Pioggia”!

Il Ricordo
Verso Kroinberg
Dentro un Piano Sequenza
Nessun Nome Numero Due
Dritto contro un Muro
Blind

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