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Ummo: una band extra-terrestre

Gli Ummo sono una neonata ed originalissima band proveniente da Pescara, pronta ad invadere il palco con un sound extraterrestre ed extraordinario che mescola influssi e atmosfere diverse e cangianti.
Incuriositi da queste premesse, ci siamo fatti raccontare direttamente da loro che cosa ci sia dietro al progetto “Ummo”.
Leggete e… ne scoprirete delle belle!

Ciao ragazzi, benvenuti su Loudvision! Da cosa prende origine il vostro progetto? A cosa si riferisce “Ummo”?
Salve Loudvision, è un piacere conoscervi! Qui sulla Terra siete molto accoglienti! Gli Ummo nascono dalla follia dell’anima. L’estremo bisogno di fuggire verso mondi inesplorati adottando la musica come straordinaria e sensibile forma di comunicazione. Ummo è semplicemente il nome del nostro esopianeta dal quale proveniamo!

Ho letto che provenite da diverse esperienze musicali, come siete riusciti a creare l’Ummo’s sound e a bilanciare le vostre rispettive differenze?
Attraverso la passione, la dedizione e la nostra pazzia! Ovviamente il volersi bene e il rispetto che ci lega hanno aiutato molto. Ci conosciamo da tanti anni e abbiamo imparato a vestire i difetti di ognuno con pazienza e curiosità. È vero che proveniamo da esperienze musicali totalmente diverse, ma sul nostro mondo ciò non implica una limitazione, ma un’onirica unione di idee. Crediamo che la musica sia la più alta forma d’arte e come tale va esplorata in ogni sua sfumatura.

Come definireste la vostra musica? Vi pesa non rientrare sotto un’etichetta/una definizione precisa?
In realtà il non rientrare sotto una definizione precisa ci aggrada e nutre la nostra creatività! Ammettiamo che non sappiamo definire con precisione la nostra musica ma, quando proviamo a farlo, alcune parole nascono spontanee nelle nostre menti: follia, sogni, illusioni, mistero, visioni, amore assoluto e ricerca dell’ignoto.

Qual è stato il vostro primo approccio col mondo della musica? Vi ricordate un episodio che in particolare ve ne ha fatto innamorare?
Crediamo fermamente che esista una netta distinzione tra il musicista e l’artista: il musicista è colui che suona con precisione narcisistica per se stesso, mentre l’artista è l’essere sensibile che strappa la sua anima per donarla agli altri cercando di emozionare sino allo sfinimento morale. Speriamo di rientrare nella seconda categoria e cercheremo di dimostrarlo con umiltà e sincerità a voi terrestri.
Episodi particolari che ci hanno legato alla musica sin dall’infanzia ce ne sono molti, ma per il momento li custodiremo con gelosia e attenzione: troppo assurdi da raccontare e… non ci credereste!

E voi cosa intendete trasmettere a chi vi ascolta? Qual è il messaggio che passa attraverso Ummo?
Raccontiamo le nostre visioni e i nostri sogni. Sveliamo le molteplici vie di fuga da un mondo che si regge sulla superficialità e sull’apparenza, sull’inganno di una felicità effimera e passeggera. Ricerchiamo i valori assoluti dell’anima affermando con romantica arroganza che non sono leggende letterarie!

Nella fase compositiva, partite prima dalla stesura dei testi o della melodia?
Sempre e solo dalla melodia per poi pitturare le note con parole o a volte con suoni che sembrano tali.

A chi o a cosa vi ispirate principalmente nella stesura delle vostre canzoni?
L’ispirazione è un arcano impulso incontrollabile e preferiamo farci travolgere e seguire il flusso magico piuttosto che agire razionalmente. Quindi in realtà ogni canzone è un mistero da scoprire.

Come mai avete deciso di presentarvi al grande pubblico col singolo “Destino”? Quali sono i motivi che hanno fatto ricadere la scelta proprio su questo brano?
Anche se non crediamo assolutamente “al caso”, presentare “Destino” come primo singolo non è stato voluto o preparato a tavolino. Semplicemente doveva essere così e siamo contenti per essere stati accolti con entusiasmo e intelligenza. Non ci aspettavamo questa curiosità e attenzione per la nostra follia musicale e ovviamente ne siamo onorati! Speriamo di continuare a stupirvi anche perché “Destino” racchiude solo una parte del nostro sound.

Vi va di raccontarmi un po’ del clip di “Destino” che so avete appena terminato di girare?
Un’esperienza assurda! Abbiamo scelto di lavorare con la Rofilm per la sua altissima professionalità e la straordinaria esplosione di idee che ha avuto per il nostro mondo. Sarà un video molto particolare e non lo diciamo per accentuare curiosità o altro, ma perché abbiamo voluto osare e lavorare davvero con immagini oniriche e accattivanti. Un video folle che rispecchia totalmente le nostre anime e la nostra filosofia, la storia più intima della musica che componiamo svelando anche alcuni intriganti segreti.

Cosa troveremo all’interno del vostro album? Vi va di svelarmi qualche indiscrezione?
Se “Destino” è stata dipinta come strana e un po’ fuori dagli schemi, vi assicuriamo che gli altri brani lo saranno di più. Pur rimanendo in una leggera chiave pop, abbiamo esplorato il rock più duro e la dolcezza straziante delle stelle che immense regnano l’universo; punte di elettronica che donano colore e personalità saranno sempre presenti così come i nostri cori sognanti tra il visionario e il malinconico. Ma non vogliamo svelare niente di più… Preferiamo aspettare l’uscita dell’album prevista in primavera e farci inondare da qualsiasi pensiero e critica sperando nella più tenera e alta forma di sincerità. E ci sentiamo di ringraziare ancora una volta la nostra etichetta discografica Protosound che ha creduto in noi esplorando il nostro pianeta.
Un eterno cliché: tra simili ci si capisce, meglio se folli!

E infine se la musica degli Ummo fosse un colore, quale sarebbe?
Ovviamente fucsia, ma non sveleremo il motivo… almeno per adesso!

Vi ringrazio per la disponibilità, a presto!

Grazie a voi. Gentilissimi. E ricordatevi di osare… sempre!

 

Non ci resta che attendere con ansia (e un pizzico di follia) il lavoro di questi scatenati e appassionatissimi ragazzi.
E che la forza di Ummo sia con tutti voi!

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