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Guitar Hero: Un’altra sfida all’assolo più rovente

“You’ve only got 12 notes and however you mix them up is your thing” diceva Eddie Van Halen. Guitar Hero è da sempre il franchise che vuole catapultare il giocatore nel mondo dei tour bus, delle manie dei chitarristi ultratecnici, nel fascino particolare di quei pezzi indimenticabili della storia del rock. Quelli che spiegano da soli l’affermazione molto semplice di Eddie.
Ad un anno abbondante dal successo che accompagnò “Guitar Hero 2″, raccomandato persino dal Rolling Stone Magazine, e dopo la breve nostalgica escursione negli anni ’80, che cosa aspettarsi da un nuovo gioco da “Guitar Hero 3 – Legends Of Rock“, sviluppato dalla nuova Neversoft?

Innanzitutto, arene più coinvolgenti, adeguate alle tecnologie della nuova generazione. Poi, visto che di Playstation 3 e XBOX360 si parla, l’evoluzione principale che fa da denominatore comune è il passaggio ad un controller wireless. Ed ecco una nuova Gibson Les Pauls fiammante per voi. Va a batterie stilo, ma sembrano durare il giusto. E poi la caratteristica che dovrebbe mandare a 11 la longevità: il gioco online, anche collaborativo, e la possibilità di acquistare dei nuovi brani. Tutte queste caratteristiche erano il minimo della pena, in realtà, per perfezionare una realtà esistente e già riuscita, e sono state fortunatamente tutte promesse rispettate.

Il gioco presenta una grafica in 720p ben definita e spesso le scenografie, per quanto un po’ troppo cartonistiche, offrono effetti sul palco da spingere il giocatore talvolta ad abbandonare l’attenzione sulle note che arrivano per guardare cosa succede intorno. Il controller wireless è abbastanza preciso, cosa fondamentale nelle modalità di gioco più difficili.
Sfortunatamente, ed è qui che l’ottimo manca di raggiungere l’eccellenza, non c’è niente di più oltre a questo. Se non una killer setlist di brani, la maggior parte dei quali sono i master originali, fattore discriminante rispetto alla precedente edizione. Sebbene si giochi senza una palese continuità, ma di brano in brano, potrete cimentarvi con otto livelli di difficoltà crescente, ciascuno proponente quattro canzoni, più due bis, a seconda che stiate giocando da soli o in modalità co-op insieme ad un secondo giocatore.

Ci sono grandi classici: “School’s Out” di Alice Cooper, “The Seeker” dei The Who, “Paranoid” dei Black Sabbath, “Anarchy In The UK” dei The Sex Pistols, “Same Old Song And Dance” degli Aerosmith, “Paint It Black” dei Rolling Stones. Ci sono gli anni ’80 rappresentati da Sonic Youth con “Kool Thing” e “Evenflow” dei Pearl Jam (ma anche gli The Stone Roses con “She Bangs the Drums”). Ci sono i lavori più pop-indie recenti, come “Ruby” dei Kaiser Chiefs, nomi arcinoti del panorama metalcore e nu-metal: Slipknot, Queens Of The Stone Age, In Flames, Disturbed, i nostrani Lacuna Coil, Hellacopters e Killswitch Engage. Infine, ci sono i pezzi che varrebbero da soli l’acquisto della compilation, fate bene attenzione: “Bulls On Parade” dei Rage Against The Machine, “Welcome To The Jungle” dei Guns, “Black Magic Woman” di Santana, la celeberrima “Knights Of Cydonia” dei Muse, ed il poker finale… Quando arriverete, nella storia della vostra band, a mettere in discussione il vostro manager, egli si rivelerà satana in persona e vi farà sprofondare nell’arena finale dove, riuscendo nell’impresa poco probabile di colpire tutte le note di “Raining Blood”, “The Number Of The Beast” e “One”, scatenerete l’inferno.

Nella sfida solitaria, come anche quella multiplayer in locale, vi troverete anche ad affrontare ogni otto brani superati con successo un ‘guitar hero di fine livello’: in ordine saranno Tom Morello, Slash, e Lou Reed. Lo scopo è quello di scatenare una guerra di assoli all’ultimo sangue, a volte anche in duetto, cercando di collezionare bonus che andranno a costruire l’arsenale di possibili danni da procurare all’avversario (scordature improvvise, frequenze disturbate, shock elettrici, ecc.) in modo da mandarlo in crisi, rovinargli la performance fargli perdere il favore del pubblico portandolo dalla vostra parte. Battendo il guitar hero di turno, vi guadagnerete il suo rispetto; ecco, allora, che Tom Morello vorrà suonare il bis di “Bulls On Parade”con voi, Slash vi inviterà ad unirvi con lui su “Welcome To The Jungle” e così via. Da notare il fatto che le tracce della modalità sfida contro i chitarristi famosi sono inedite e registrate appositamente per questo gioco.
[PAGEBREAK] Un diversivo è meglio di niente, ma forse il gioco comincia a sentire la necessità di una nuova formula: ogni brano come già detto è un capitolo a sé. Finito quello, finita la performance, si ottiene un punteggio e si va al passo successivo, come se fosse un altro concerto. La ripetitività si fa sentire, e non si fa a tempo a cominciare a palpare il feeling con le pennate, l’immersione in uno scenario da arena davanti ad un pubblico, che subito questa sensazione viene interrotta dal solito riepilogo punteggio e stipendio guadagnato.

Sul fronte della giocabilità, bisogna applaudire il lavoro del team di Neversoft: senza nemmeno una riga del vecchio codice della Harmonix, hanno prodotto un gioco interamente funzionante ed assimilabile al precedente, con pure qualche miglioria. “Guitar Hero 3″ sostanzialmente enfatizza l’aspetto dell’immediatezza alle difficoltà “facile” e “medio”: qualsiasi persona manualmente normodotata può ottenere risultati immediati, in un compromesso intelligente tra abilità manuale e combinazioni che richiedono un’abilità facilmente sviluppabile. Comincerete a godere subito tra pennate, la sensazione di riuscire con un pull off azzeccato a compiere uno dei giri di chitarra più interessanti della storia del rock, alzerete il volume al massimo durante la ritmica a battere dei pezzi più metal, e così via. La curva di apprendimento è ben bilanciata. Ai livelli “Difficile” e “Esperto”, sono maggiori le possibilità di impiego di tecniche come hammer on e pull off, ferma restando l’elevata performance di velocità e riflessi richiesta a questa difficoltà. Ma è una giocabilità che enfatizza l’esperienza e l’immediatezza, contro quella più virtuosa del precedente Guitar Hero, pur mantenendo alta la qualità della sfida. “Raining Blood”, per esempio, è talmente veloce già in modalità “Esperto”, che avrete tutto il nostro rispetto se riuscirete a portarla a termine.

Per il resto, il sistema di gioco è sempre il classico: tutorial, esercizi, carriera (singola o multiplayer), singola esibizione, partita online. Ed è qui il maggior limite. Molte delle dette innovazioni avrebbero potuto aggiungere, se sfruttate in modo più ampio, nuove dimensioni del divertimento a Guitar Hero. La possibilità di poter giocare online in modalità cooperativa, con un amico, per esempio.
Una svista invece, nemmeno troppo perdonabile visto il pregio di queste tracce sbloccabili, consiste nel fatto che dovete avere un amico in modalità co-op per riuscire a rendere disponibili determinati brani bis. I giocatori che potrete scegliere sono una riedizione dei precedenti, con restyling grafico, ma ancora non esiste un editor per costruire il proprio alter ego. La modalità sfida con la rock star avrebbe, infine, potuto essere un interessante terreno di sfida tra aspiranti guitar shredder in modalità versus; immaginate di rincorrere gli assoli di Nigel Tufnel degli Spinal Tap per far sfigurare il vostro avversario, e proprio mentre siete nel momento più intenso una delle sei corde (cinque nel gioco) vi parte via regalandovi suoni ‘clancheggianti’ e fastidiosi. Anzi no, non perdete tempo ad immaginarlo, perché non potete farlo comunque. Ed in ultimo, anche le rockstar ingaggiate avrebbero potuto essere più di tre solamente.
Di certo sarebbe stata pubblicità a musicisti, mentre notiamo con perplessità l’ingresso nel franchise di “Guitar Hero” di sponsor non più strettamente pertinenti al mondo musicale, che sembrano decisamente stonati al contesto del gioco così focalizzato sul mondo della musica dei duri del rock, e che non aggiungono niente iconograficamente. Questo, se vogliamo, aggiunge un tocco d’ironia in più alla scena, in modalità carriera, in cui il vostro gruppo verrà tacciato sui giornali di essere sellout e commerciale.

Complessivamente possiamo dire che Neversoft ha fatto un ingresso con i piedi di piombo nel mondo di Guitar Hero: nella maggior parte dei casi il gioco percorre ritornelli già testati e già conosciuti. Ma mentre la fantastica setlist di brani e l’ottima giocabilità fanno perdonare al gioco queste ingenuità d’esperienza, è imperativo pensare ad un futuro di innovazione e un restyling concettuale. “Guitar Hero 3″ non compete con il nuovo gigante di Harmonix, “Rock Band”, ma è divertente come sempre.

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