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Un bacio” di Ivan Cotroneo racconta la storia di tre ragazzi di sedici anni come tanti, Lorenzo (Rimau Grillo Ritzberg), Antonio (Leonardo Pazzagli) e Blu (Valentina Romani), che frequentano la stessa classe nel Liceo Newton di Udine.

Lorenzo è un ragazzo brillante e determinato a vivere appieno la propria adolescenza, senza nascondere la propria omosessualità; Antonio è un promettente giocare di basket con problemi di apprendimento e un grave lutto alle spalle; Blu, invece, è una sedicenne intelligente ed indipendente, ma per tutti non è altro che la ragazza facile della scuola. Allontanati e scherniti dai propri coetanei, i tre riescono a trovare nella loro amicizia un modo per resistere e per essere felici, fino a quando le logiche di gruppo e la paura del giudizio altrui non finiscono per incidere violentemente sul loro rapporto.

Lo scrittore, sceneggiatore e regista Ivan Cotroneo (qui la nostra intervista) porta al cinema tematiche di forte attualità come bullismo, omofobia e discriminazione, adattando, insieme a Monica Rametta, il romanzo breve omonimo pubblicato nel 2010. L’obiettivo è quello di coniugare la leggerezza di una colorata opera pop dal sapore adolescenziale con la gravità tematica di una storia di denuncia sociale.

Il film di Cotroneo si muove tra generi e registri diversi, diventando ora commedia, ora musical, ora dramma, mentre gioca con le citazioni, rievocando il cinema di John Hughes, in particolare “Breakfast Club” (1985), citando direttamente sequenze da “Jules e Jim” (1953) di François Truffaut e “Mommy” (2014) di  Xavier Dolan, o trasformandosi improvvisamente in “Glee” (2009-2015), con numeri musicali coreografati da Luca Tommasini. Così facendo, finisce per diventare un’opera eccessivamente derivativa, sebbene questo non influisca più di tanto sull’onestà e la genuinità del racconto.

Un racconto, quello di “Un bacio”, fatto di parole che feriscono, di frasi non dette e, soprattutto, di musica come unico modo per esprimere se stessi, con una colonna sonora intradiegetica ascoltata, cantata o ballata dagli stessi protagonisti, che include brani di artisti quali Lady Gaga e Mika (che diventano, come nel caso di “Born this Way” e “Hurts”, quasi un manifesto generazionale) accanto a vecchi pezzi di Billy Idol, Blondie o dei New Order, che i tre ragazzi scoprono – come è capitato a molti di noi – attraverso vecchi album dei genitori.

Cotroneo, aiutato dal buon lavoro del trio di giovani attori, in particolare di una sorprendente Valentina Romani, riesce a costruire dei personaggi principali molto concreti, in grado di far immedesimare il pubblico giovane, ma proprio per questo meno accattivanti agli occhi di un adulto.

Non è facile mettere d’accordo le diverse anime di un film che vuole essere troppe cose insieme e che mantiene il tono della commedia adolescenziale per gran parte del tempo, fino a quando la tragicità degli eventi non travolge tutto il resto in modo straniante e poco equilibrato.

Ciononostante, il film di Cotroneo riesce nel tentativo di parlare direttamente ai giovani del periodo tanto difficile quanto sfaccettato che stanno vivendo, gettando le basi per una riflessione che coinvolge sia il loro mondo che quello degli adulti. E questo non è poco.

Pro

Contro

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