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Un collettivo divertente ma poco incisivo

Gli Animal Collective arrivano a Firenze forti del successo del loro ultimo lavoro, generando così ampio entusiasmo e grandi aspettative. “Merriweather Post Pavilion”, loro ottavo lavoro in studio, è stato fortemente acclamato dalla critica, ottenendo anche un’ottima risposta da parte dell’audience del settore e non. Il Viper sembra confermare il trend facendo segnare il quasi tutto esaurito.

Le svisionate psycho-pop del trio di Baltimora sono precedute da un’apertura all’altezza dei migliori post-serata. Pantha Du Prince, dj e produttore di Amburgo, riscalda un bel po’ l’ambiente con un’elettronica da ballo degna della migliore scena tedesca. Parti melodiche, rumori assordanti e deliri digitali d’ogni genere si intrecciano con ritmi dritti e germanici, scatenando così la platea che diventa tutto d’un tratto una pista per danzatori scatenati.

Svolto al meglio il suo lavoro, Pantha Du Prince lascia agli Animal Collective il compito di stupire una folla piena di carica emotiva. Perso il chitarrista Deakin, Geologist (nick derivato dal fanalino sulla testa che indossa durante le performance) e Panda Bear, anima ritmica della band, riempiono ordinatamente il palco di campionatori, effetti e percussioni, che si affiancano al synth e alla Strato di Avery Tare. Il collettivo di Baltimora apre il concerto esattamente come ci si aspettava: ritmi e bassi trascinanti che fanno da base a svisionate vocali e melodie incasinate (nel senso buono!).

Si va avanti sulla scia trascinante che i tre riescono a creare, ma si rimane un tantino troppo legati al lavoro fatto in studio. Il repertorio a disposizione è molto ampio, gli Animal Collective ne sono consci e attingono qua e là, pur concentrandosi come da copione sull’ultimo lavoro. Dopo un’oretta e mezza di set, nel quale i pezzi si susseguono al meglio creando un buon continuum dalle emozioni più disparate, gli Animal Collective si ritirano per poi offrire i venti minuti forse più riusciti dell’intero set.

Il concerto si chiude quando arriva “My Girls”, primo e per ora unico singolo tratto da “Merriweather Post Pavilion”, il Viper si fa incandescente anche per quelli che degli Animal Collective hanno ascoltato ancora poco. È, forse per la sua attitudine decisamente pop, il pezzo più riuscito del disco e del set. A Firenze gli Animal Collective lasciano il ricordo di una buona performance ma poco più. Il live rimane troppo legato alle strutture da studio, divertente ma coinvolgente appieno solo per i fan più fedeli.

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