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Un concerto “vivace”

È una calda serata primaverile e, nonostante siano già le 23 quando arriviamo al Brancaleone, la sala in cui si terrà il concerto si apre solo una quindicina di minuti dopo il nostro arrivo.

La presentazione al pubblico di “Vivace”, il nuovo disco dei Motel Connection, segna anche la chiusura della stagione per il Branca Mon Amour, e come ogni festeggiamento che si rispetti, deve andare avanti tutta la notte.

Ad aprire un’ora abbondante di dj set con Andrea Bertolini, che intrattiene un pubblico inizialmente scarso e distratto che, però, durante l’esibizione cresce fino a diventare numeroso e danzante.

Samuel, Pierfunk e Pisti arrivano sul palco poco dopo l’una accolti da un fragoroso applauso che trasmette l’attesa dei presenti per sentire il nuovo disco in versione live, come se i pochi pezzi eseguiti sul palco del Primo maggio avessero solo ingolosito il pubblico romano.

In scaletta diversi pezzi tratti da “Vivace”, come “Hit My Soul”, “Eyes From Hell” e i due singoli che vengono eseguiti nuovamente anche durante il bis, “Midnight Sun” e “Less Is More”. Immancabili i cavalli da battaglia dei Motel Connection, come “Two”, risalente a “Santa Maradona”, il primo lavoro del gruppo pubblicato nel 2001, e alcune cover, tra cui “Blue Monday” dei New Order e “Just like Honey” dei The Jesus and Mary Chain.

Sarà l’energia sprigionata dai tre Motel Connection, ma sentirli dal vivo in una dimensione medio-piccola come quella del Brancaleone, dà una marcia in più ai brani e, nelle quasi due ore di concerto, stare fermi diventa impossibile.

Il pubblico,infatti, caldo fin dall’inizio, diventa rovente sul finale in un crescendo di salti, danze e pezzi di canzoni urlati a squarciagola lasciandosi trasportare nel Motel Connection world.

La band, Samuel in particolare, sembra sentirsi a casa, forse anche perché ha scelto di trascorrere nella Capitale gli ultimi 10 giorni, e sul finale rendono omaggio anche ai carciofi alla romana.

Al termine del concerto i fortunati vincitori del concorso con l’app ProxMe entrano nel backstage ma anche tutti gli altri hanno modo di salutare la band torinese che si concede per foto e autografi.

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