Home > Report Live > Un Due Tre Stella con i Neubauten

Un Due Tre Stella con i Neubauten

Gli Einsturzende Neubauten live al Teatro Colosseo di Torino.
Grande attesa, pubblico in fermento, età media 35 anni, ciuffi, abiti neri, qualche tatuaggio.

Quando Blixa Bargeld sale sul palco, è un’ovazione, e chissà come la vivono gli altri componenti della band, ad essere sempre così ignorati.
Il primo pezzo è “In The Garden”, seguito da “Melanchonia”, qundi, sul terzo pezzo, “The Lay Of The Land”, Blixa fa i complimenti agli italiani per i risultati ottenuti alle comunali di MIlano e Napoli (scorda, chissà perché, i risultati torinesi). Poi accenna ai referendum e alle prossime elezioni in Germania. Seguino altri brani, come “Incomplete” (“As you would say in italian, Non Completo”) e molti sorrisi e cordialità sul palco. Acustica ottima, gruppo quasi impeccabile, sul palco solita atmosfera di empatia con il pubblico.

I suoni sul palco, come carateristrica distintiva della band, sono prodotti da qualunque fonte: Blixa si suona addirittura le guance e non risparmia gli acutissimi urli di terrore e dolore che lo hanno reso celebre.
Cadono chiodi di ferro da una gru maneggiata da Unruh mentre Rudolf Moser suona un fascio di tubi di diverse lunghezze. O brandisce un trapano, o suona una corda, o anche fasci di metallo. Il chitarrista Jochen Arbeit a un certo punto, con grande flemma, abbandona la chitarra e lancia dei secchi di accaio ai piedi di Blixa. Anche Alex Hacke a un tratto si rannicchia per terra a suonare le taniche di plastica.
Ci vuole arte anche per far cadere pezzi di ferro, e Unruh ci mette tutta la debita attenzione a dosare il quantitativo di oggetti in caduta. Blixa lo sa bene, e intermezza lo spettacolo con alcuni momenti educativi: dapprima spiega al pubblico che la lunghezza dei tubi della “pipe” sono differenti (Moser lo guarda storto, non pare che il batterista sia al meglio di sé: ha un umore funereo e fa anche un paio di errori a inizio show) e spiega: “Dobbiamo sempre sistemarle con la lunghezza in base ai suoni che vogliamo ricavare”.
Si avvicina a Unruh e spiega al pubblico che lo strumento che sta per suonarre si chiama Angel (in effetti, sembrano due ali accostate). La gente ride perché il nome è ovvio. Al che Blixa spiega: “Devi dare un nome agli strumenti, non puoi continuamente dire ai tecnici Metti sul palco il coso: ne deriva molta confusione!”.

Il tutto è un po’ futurista ed è lo stesso Blixa a citare Marinetti mentre Unruh, conciato come uno del KKK (con la cappa di plastica da borsa della spesa), fa proclami da in cima al palco (“Do It Da Da Da”).
“Susenne” viene presentato come un ricordo. Con Bixa a inizio anni ottanta in una cantina a incidere tracce di chitarra. Un’incisione che rimase abbandonata per decenni sino a che la band non la tirò fuori e si mise a lavorarci di nuovo sopra. Un dialogio tra il giovane e il vecchio Blixa, o il vecchio e il nuovo Blixa.
Si eseguono altri brani, come “Sabrina”, “Alles”, “Magyar Energia” e “I Wish This Would Be Your Color”.

La band si concede due bis, come sempre, con Alex sul palco senza neanche più la canottiera (e le scarpe non le ha come sempre mai indossate), Blixa che fuma e canta “Silence Is Sexy” e soffia nel microfono. Quando il cantato si ferma, anche Alex si ferma, e resta immobile come se lui e Blixa giocassero a Un Due Tre Stella (cosa che Blixa ha già fatto durante la serata con Rudy, girandosi di colpo a fissarlo e aspettandosi che smettesse di suonare. Il gioco dal secondo tentativo ha iniziato a funzionare!). Sono le matte risate, mentre Jochen Arbeit e il tastierista Ash Wednesday (come sempre con giacca e maglietta di rete) restano isolati a osservare la situazione.
“Sono due anni che ho smesso di fumare – spiega Blixa – L’ho fatto solo per la canzone!”

Si parla poi di Joachen che resterà a Torino per un’esibizione sempre al Colosseo, con Paul Beauchamp e Fabrizio Modonese Palumbo (i Blind Cave Salamander), e della creazione del CD “Total Eclipse of the Sun”. Ricordano l’eclissi, l’ultima eclissi totale di sole al Mondo (“Era il ’96?”, chiede Blixa al pubblico), il cantante ricorda che non la vide, perché c’era nuvolo. Alex ricorda che lui, invece, non la vide perché ubriaco riverso per strada. Però essa ispirò loro alcune canzoni, tra cui “Helium” (e qui Blixa si è messo a parlare come fosse strafatto di elio).

In conclusione, Blixa confessa che il suo sogno è quello di suonare unplugged a Mtv. Però sarebbero troppo rumorosi. Una volta, ricorda, suonavano a Montmartre e c’era il misuratore di intensità del suono, che era sempre troppo alto.
“Abbassate!” Abbassate!”, si diceva loro.
E togli che ti togli, beh, alla fine restò solo la batteria.
Suona un tom.
Sbang! il misuratore impazziva.
Persino la sola batteria dei Neubauten è troppo rumorosa.

Scroll To Top