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Un’esibizione intima ed esplosiva

Due ore di spettacolo dopo dieci anni di attesa. Billy Bragg era stato tenuto lontano dal nostro Paese da un motivo più che importante: la nascita di sua figlia, a causa della quale aveva considerevolmente ridotto gli impegni all’estero.

Adesso è tornato, e lo ha fatto alla grande, con sette date sparse in tutto il Belpaese. Tutti conoscono la storia di Billy Bragg e i suoi successi: quello che forse molti non sanno è che il signore dell’Essex è un gran simpaticone. Per tutta la durata del concerto all’Auditorium Flog di Firenze (due ore buone), alterna musica a lunghi discorsi. Parlando di cose serie, come politica o razzismo, intervallate a racconti divertenti di quello che gli succede in tour. Avete mai pensato che “mais” in italiano si pronuncia come “mice” e cioè il plurale di “mouse” (ovvero topo)? Questo piccolo equivoco ha creato problemi al nostro Billy, che non si capacitava del fatto che gli italiani mangiassero i topi nell’insalata. Solo un esempio di quanto la folla rida e si diverta negli intramezzi fra le canzoni (canzoni alle quali tutto il pubblico partecipa a squarciagola, scaldato a dovere dalla performance dei RatoBlanco). La Flog è un ambiente piccolo e intimo che permette ai visitatori delle prime file di appoggiare le birre direttamente sul palco, e di avere una visuale di primissima fila di chi si esibisce: questo sembra favorire e aumentare le capacità dialettiche di Bragg che, nel corso del concerto, cambia più volte chitarra. Non ha una band di supporto ed esegue i suoi successi (cantati ad alta voce anche da un gruppo di americani ubriachi) tutto da solo. È bello vedere come, anche se Billy appartiene a un’altra generazione, sotto il palco della Flog ci siano molti giovani. Ragazzi che in alcuni casi non sembrano avere neanche l’età per guidare la macchina, e che conoscono quasi tutte le canzoni. Ma il primo a divertirsi è proprio Billy Bragg: lo si vede dall’entusiasmo con cui canta (e, più spesso, parla), e con cui descrive i suoi viaggi, le fasi della nascita delle canzoni e dei dischi. E con cui alla fine incita il pubblico a cantare insieme a lui quello che è uno dei suoi successi più famosi: “New England”.

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