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Un festival che dà la scossa!

Il 31 agosto prende il via la prima edizione del Full Tension Rock Festival di Bolzano, una maratona musicale alldaylong che vede affaccendarsi sui due palchi (Main Stage e Red Bull Tour Bus) nove band di provenienza nostrana ed internazionale.
La line up in crescendo, prevede scintille: Devotion, The Architects, Il Teatro Degli Orrori e Deftones come headliner.

Proprio sulle note dei Devotion faccio il mio ingresso al festival.
Nonostante siano le 18.30, c’è già parecchia gente in giro, mi sfilano davanti agli occhi diversi “White Pony” e “Teatri Degli Orrori”, ma in breve tempo l’esibizione della band nu-metal vicentina riesce a catalizzare l’attenzione di tutti.
Il gruppo dimostra subito la propria bravura, facendo sfilare precise “Nova”, la martellante “Paper Boy” e “Red Carpet” che pare un riuscitissimo omaggio ai Deftones. Proprio non si riesce a stare fermi, il cantante sul palco dà tutto sé stesso e fomenta l’esaltazione generale.
Carichissimi.

Il gruppo successivo, gli altoatesini The Artificial Harbor, non riesce a reggere il tiro dei Devotion. A prescindere dalla diversità di genere (qui siamo sui territori dell’indie folk), al pubblico viene regalato uno show tiepido, condito da diverse stecche e stonature.
Si può fare -meglio e- di più.
L’esibizione degli Architects in una parola? Incendiari.
Scariche di metal-core, stage diving e pogo da cardiopalma, distribuite a piene mani fra la folla sudatissima ed esaltata.
Bravi da infarto.

Si ritorna su ritmi tranquilli con i venostani Mainfelt: melodie dolci che strizzano l’occhio ai celebri Mumford And Son, benefici e riposanti dopo tanta energia e sudore.
Sono ormai le 21, il festival ha ingranato egregiamente le marce.
Fa capolino sul main stage un Pierpaolo Capovilla nerovestito e particolarmente incazzato, pronto a dare fuoco alle polveri.
Il Teatro Degli Orrori non tradisce le aspettative, “Compagna Teresa”,”Vita Mia”, “Majakovskij” e la commuovente “Canzone di Tom”. Non manca nulla, tutto eseguito repentinamente e senza tempo di tirare il respiro.
Intensi.

Gli psichedelici Mother’s Cake scaldano bene l’atmosfera pre-Deftones, coniugando senza boria i Mars Volta ai Led Zeppelin, dimostrando di essere tutto meno che algidi austriaci.
Da tenere sott’occhio.
Poco prima delle 23, ecco sbucare Chino Moreno e i suoi attesissimi Deftones, head-liner della serata.
Che dire della loro esibizione? Forse una delle migliori mai viste (in vita mia), uno show trascinante e trascendentale, che fa esclamare a tutti, non credenti compresi “Ho visto la Madonna”.
Si parte con “Rocket Skate”, passando per i brani del nuovo lavoro Koi No Yokan fra cui la toccante “Rosemary” e “Swerve City”, l’incendiaria doppietta “My Own Summer- Lhabia”, i sussuri arpeggiati di “Sextape”, la visione mistica con “Change (In The House Of Flies)” cantata pure dai muri, per approdare alla cattiveria buona di “7 Words”.
Si danno completamente e generosamente, amano il pubblico ricambiati al 1000%.
Brividi.

Gli Ornaments e il loro post-rock strumentale ben fatto, concludono la prima edizione del Full Tension, un festival che non delude, promette e mantiene adrenalina, coinvolgimento ed emozioni al massimo.
Arrivederci al prossimo anno!
Noi ci saremo, e voi?

Deftones
.Rocket Skates
.Poltergeist
.Rosemary
. Be Quiet And Drive (Far Away)
.My Own Summer
. Lhabia
.Digital Bath
.Knife Party
.Elite
.Entombed
.Diamonds Eyes
.Sextape
.You’ve Seen The Butcher
.Tempest
.Swerve City
.Change (In The House Of Flies)
.Bloody Cape
.Root
. Engine No. 9
.7 Words

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