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Un mostro dalle mille teste | Incontro con Rodrigo Plá

Un mostro dalle mille teste “ (“Un monstruo de mil cabezas”) di Rodrigo Plá ha aperto l’anno scorso la sezione Orizzonti della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, e arriva nei cinema italiani il 3 novembre in versione originale sottotitolata con la distribuzione di Cineclub Internazionale.

Il film, prodotto in Messico, racconta «la storia di Sonia e del suo scontro feroce, e a tratti grottesco, con il sistema sanitario del proprio paese, quando al marito malato viene negato dall’assicurazione un trattamento farmaceutico che lei ritiene fondamentale» (qui la nostra recensione completa da Venezia).

Alla base della sceneggiatura c’è il racconto omonimo di Laura Santullo, che ne ha curato personalmente l’adattamento in collaborazione con il regista, suo compagno anche nella vita: «Mi piace dare agli attori la possibilità di lavorare, oltre che sulla sceneggiatura, anche su un testo in prosa – racconta Rodrigo Plá, che abbiamo incontrato a Roma – Trovo che offra maggiore profondità e dia ampio materiale per la costruzione dei personaggi e per un’eventuale improvvisazione al momento delle riprese».

Rodrigo Plá riflette sul conflitto sociale al centro del film, rappresentato attraverso un articolato intreccio di sguardi e piani temporali: «Come nel mio film precedente, “La zona” (Leone del Futuro a Venezia 2007, ndr), “Un mostro dalle mille teste” mette in scena la grande distanza che separa le istituzioni dai cittadini. Ho cercato però di non offrire una lettura univoca di questo conflitto e di non dimenticare l’intimità dei personaggi, anzi delle persone, di fronte all’importanza del tema. La protagonista di “Un mostro” è una donna vulnerabile che commette degli errori e agisce contro i suoi stessi valori, perfino impugnando un’arma e usando la violenza. Credo sia sempre importante considerare con equilibrio i diversi punti di vista: tutto il film è del resto una ricostruzione dei ricordi che i vari personaggi conservano degli eventi, e sappiamo bene quanto la memoria soggettiva possa distorcere la realtà».

Dramma umano e sociale, quindi, ma anche umorismo nero: «Il film si accosta però alla realtà attraverso un sguardo anche ironico: un umorismo nero, che cerca di cogliere le molteplici sfumature, drammatiche ma non solo, delle esperienze vissute dai personaggi».

Ad interpretare Sonia è Jana Raluy, che Rodrigo Plá e Laura Santullo hanno conosciuto anni fa grazie al suo lavoro di attrice teatrale: «È un’attrice eccellente, capace di entrare completamente nel ruolo e astrarsi completamente da tutto ciò che la circonda».

E le le fonti di ispirazione? «Qualche anno fa – racconta Rodrigo Plá – Laura ed io abbiamo visto il film documentario canadese “The Corporation” di Mark Achbar e Jennifer Abbott, che analizza nel dettaglio i meccanismi che regolano le multinazionali, evidenziandone la mancanza di etica e di morale. Ci ha colpito molto e ha sicuramente influenzato la scrittura del nostro film».

Sono sempre più numerosi i registi messicani (anche se Plá è nato in Uruguay) che in anni recenti hanno avuto successo a Hollywood, pensiamo ad esempio ad Alfonso Cuarón. Rodrigo Plá ci ha pensato? «No, anche se mi è capitato di ricevere delle proposte. In Messico al momento godiamo di grande indipendenza creativa, e non so se valga la pena rischiare di perderla».
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Rodrigo Plá in questi giorni parteciperà alle proiezioni di “Un mostro dalle mille teste” in alcune città italiane.
Ecco i prossimi appuntamenti:
3 novembre: Firenze, Cinema Spazio Alfieri – ore 21.30
4 novembre: Brescia, Cinema Nuovo Eden – ore 17.00 e ore 21.00
5 novembre: Padova, Cinema Lux – ore 17.15 e ore 19.10

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