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Un’orchestra che non scherza

Uno spettacolo senza pretese quello di sabato 5 aprile all’Iroko di Salerno. Uno di quei locali in cui si suona per il gusto di suonare, come una serata tra amici. Ogni città ha il suo centro ‘alternative’ e quello del capoluogo campano pare vivace, incuriosisce. Sono attesi gli A Toys Orchestra, giovane band che ha saputo conquistarsi la benevolenza dell’intera nazione e la collaborazione – al loro ultimo album – di nomi d’oltre oceano (vd. Dustin O’Halloran).
Come uno scambio di favori, la serata è aperta dai Da’ Namaste, che portano sul palco il loro rock melodico tutto italiano. Piacevoli, si presentano con l’intenzione di catturare attenzione e orecchio. I brani scorrono coprendo la sensazione di attesa e trasformandola in certosino ascolto dei bei testi che cantano.
Nessuna attesa, la serata è lunga. C’è tempo per ascoltare tutta la musica che c’è.
Una serata tra amici, suonare per il gusto di suonare, ascoltare per divertirsi: non dimentichiamolo.
È quasi l’una e il cambio di strumenti precede l’entrata in scena dell’Orchestra di questa sera. Belli. Ecco la prima impressione. Quello stile indie-rock internazionale sprovincializza qualunque pregiudizio sul gruppo – casomai ce ne fossero -. Sguardo vivace e look alla Adam Brody fanno di Enzo Moretto, voce degli A Toys Orchestra, un possibile volto da copertina. E non si esagera a dirlo: il gruppo pare intenzionato ad andar lontano. Ilaria D’Angelis, la gonnellina della band si impone sulla scena con una presenza tutta femminile, dolce e versatile (non a caso è alla voce, alla chitarra, al piano o al basso a seconda di ciò che il pezzo richiede). L’intento di passare da atmosfere dolci e melodiche a suoni elettronici riesce più che bene al gruppo campano che miscela egregiamente sul palco, come nell’album, romanticherie ed ironia. Ballate per giovani rocker accompagnano pezzi presi da una Londra indie e tanto in voga. Si sente una fisarmonica l’attimo prima e in quello successivo i ragazzi ai piedi del palco si lanciano nel pogo. Enzo di tanto in tanto abbandona la chitarra per posizionarsi dietro la tastiera e i brani si lasciano cantare come piccoli classici – penso a “Powder On The Words” che scopro più amata del previsto -. Se l’indie, o questo travolgente poprock, è la strada da seguire per navigare nell’oceano della fama, gli A Toys Orchestra hanno scelto il mezzo migliore: quel talento fresco che cattura, quel gusto – musicale – senza confini che li lascerà andar lontano, quel sound ben classificabile, ma assolutamente nuovo, che cerca dopo un bel lavoro come il loro ultimo “Technicolor Dreams” conferma in un live come questo.
Sperando ce ne siano ancora, ed ancora…

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