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Un reading al Crt

“Storia Della Colonna Infame” è in scena al Crt Salone di MIlano sino al 15 maggio.
In scena, a camminare lentamente ed esangui fasciati in abiti eleganti, Silvio Castiglioni ed Emanuela Villagrossi, diretti da Giovanni Guerrieri. Si inizia con Castiglioni in poltrona, poi Castiglioni fa una torre con i bicchieri (e questa è stata, ho notato, la cosa che ha creato maggior partecipazione tea il pubblico), poi Castiglioni cambia poltrona, la Villagriossi entra in scena come una Carmilla di mezz’età. Poi si vedono le pecore. Fine.

Lo spettacolo è fondamentalmente una lettura dell’opera manzoniana. E sin qui, per me, tutto bene (a molti spettatori il fatto che si trattasse di una lettura non drammatizzata non è piaciuto). Ma due sono le cose che infastidiscono: in primo luogo perché due attori per leggere? E soprattutto, perché la scelta di leggere brani in sincrono? In secondo luogo, perché torri di bicchieri e pecore?
Sarebbe potuto essere un omaggio alla vecchia Milano, ai suoi cambiamenti geografici (e forse non morali) e a Manzoni. Invece è stata una messa in scena troppo di maniera, una denuncia alla tortura troppo aperta (sarebbe bastato attenersi al testo originale per raggiungere l’obiettivo, senza aggiungere pecore e bicchieri e sottolineature nella lettura).
Bellissima la scenografia, l’interno borghese milanese senza tempo, l’odor di fieno, le pecore, i microfoni, la lavagna. Il tutto molto inquietante. Sarebbe stato bello se tutti questi elementi fossero arrivati a un fine che, invece, è sembrato sfuggire.

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