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Un saggio maestro di vita a quattro zampe

I neosposi John e Jenny Grogan decidono di lasciarsi alle spalle il rigido inverno del Michigan e partono per il sud per iniziare una nuova vita a West Palm Beach, in Florida. Trovano impiego come giornalisti in due quotidiani locali concorrenti, comprano la loro prima casa e iniziano ad affrontare le sfide della vita matrimoniale e del nuovo lavoro, oltre a prendere in considerazione l’idea di cambiare per sempre la loro vita mettendo su famiglia.
La divertente commedia “Io & Marley” è tratta dal libro di John Grogan che racconta in chiave ironica, leggera e profondamente realista i temi universali del matrimonio e della famiglia. Mentre nel titolo del libro e del film spicca il nome di un cane, la storia narrata non si limita al solo soggetto canino. È la storia della crescita di una famiglia, in cui il cane funge da catalizzatore. È una commedia con un lato struggente. Tutto è incentrato sugli alti e bassi che si vivono quando si è giovani, innamorati e si affrontano le sfide del matrimonio. È un film completo che parla anche di sogni che vengono sacrificati per la gioia dei figli e della difficoltà di trovare un equilibrio tra carriera e famiglia.
La vita di John e Jenny è un flusso in continua trasformazione che spetta di trovare un equilibrio dato dall’affiatamento e dall’armonia della coppia.

A Roma alla conferenza stampa del film erano presenti i due protagonisti che in maniera divertente, leggera e piacevole hanno risposto alle domande dei giornalisti.

In questo film viene raccontata una famiglia da sogno: niente suocere, niente madri, alla “Desperate Housewives”. Davvero un bel sogno. In quanto a famiglia siete cosí diversi da noi?
Jennifer Aniston: Devo dire che non è poi tanto una famiglia di fantasia, anzi è molto più realista di quanto sembri. Non dimentichiamoci che è una storia tratta da un libro, è vero che non ci sono suoceri ingombranti ma ritengo che molte scene di “Desperate Housewives” siano meno realiste di queste. Pur non essendoci elementi di disturbo la coppia deve affrontare ostacoli, difficoltà come qualunque altra coppia che si rispetti. In particolare la donna è dibattuta tra la continua divisione tra il lavoro – importante strumento di soddisfazione – e realizzazione personale e la famiglia che, dalla sua, richiede una costante dedizione e attenzione soprattutto quando si progetta di avere dei figli. Quindi Jenny, vedendosi una lavoratrice per il 50% ed una moglie e madre altrettanto al 50%, non riuscendo bene in entrambi i ruoli cosí come dovrebbe e vorrebbe, è costretta a sacrificare il lavoro per la propria famiglia. Le donne poi quando si dedicano seriamente al lavoro lo sanno fare più che bene con estremo amore e professionalità. In più accanto ha un marito distratto e frustrato ancora attratto dalla vita da single che ormai non gli appartiene più – cosa che il suo amico Sebastian non si astiene da ricordargli quanto bello e spensierata sia. La vita da single è più semplice. Le persone sole possono permettersi di correre più rischi, avendo minori responsabilità e obblighi rispetto a chi ha famiglia.

Entrambi i personaggi fanno diversi sacrifici rispetto alla loro vita da single. Questo è stato particolarmente difficoltoso?
Jennifer Aniston: Onestamente non credo che il loro sia un sacrificio poiché in qualche modo, anche inconsapevolmente avevano sin dall’inizio ben in mente il loro futuro. Gli esseri umani si sacrificano fino a quando si sentono di farlo. Alla fine di tutto c’è una contropartita che riporta inevitabilmente a galla i veri valori. Se si sceglie di amare fino alla fine della vita, alcune volte delle decisioni sono difficili da prendersi sul momento ma poi sul lungo tempo si hanno delle più belle e durature ricompense.

Owen Wilson: Bisogna essere consapevoli che se si avverte come un sacrificio non si è coscienti e sicuri di quello che si prova. Le cose devono venir spontaneamente dal profondo del cuore, è chiaro determinate decisioni limitano altri campi.
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Come reputate il mestiere di attore?
Owen Wilson: Siamo molto fortunati. È stato bello lavorare con tutto il cast e portare sullo schermo la storia raccontata in un libro.

Jennifer Anistion: A volte mi osservo dal di fuori e mi chiedo: Io cosa faccio per vivere? Sembra sciocco. Raccontiamo storie a volte vere ma non facciamo altro che raccontarle e suscitare qualcosa nel pubblico, facciamo piangere, ridere, riflettere e in alcuni casi facciamo anche crescere. Ebbene, da questa ottica è una professione splendida che amiamo e ci fa anche vivere bene.

Secondo voi la crisi economica che sta cambiando la vita di ognuno di noi sta avendo delle serie ripercussioni anche sul mondo Holliwoodiano?
Jennifer Anistion: Sicuro che la crisi ci tocca. E ciò avviene in termini di soldi, di Studios, pochi Film festival, pochi acquisti, pochi film. In un periodo di crisi è difficile anche andare al cinema, dal momento che presuppone un lungo e dispendioso rituale: pagare il biglietto, pagare il parcheggio, pagare la baby-sitter per i bimbi, comprare dei pop corn da sgranocchiare durante la proiezione…
Quindi dato il successo in termini di incassi che ha avuto il nostro film in America possiamo ritenerci molto fortunati.

Il film sembra una commedia ma non lo è. Come lo presentereste al pubblico in due parole?
Jennifer Aniston: Si ride, si piange ed è meglio dei gatti. Non riesco a trovare nulla di più breve.

Si dice che W.C. Fields sia stato il primo a pronunciare la mitica frase: “Mai lavorare con animali e bambini”. Fields si sarebbe sentito piuttosto avvilito sul set di “Io & Marley”, dove spicca un vasto assortimento di animali e bambini. Ebbene quanta parte del vostro ego avete dovuto sacrificare per interpretare questo ruolo?
Owen Wilson: Durante le riprese si doveva partire dal presupposto che quando c’era una scena con il cane lui la rubava completamente, di conseguenza dovevo ridimensionare sistematicamente il mio ego. In più nelle scene con i bimbi in braccio sono stato davvero impacciato, sembrava che tenessi in braccio una palla da baseball.

Jennifer Aniston: Avevamo neonati, cuccioli, bambini, cani adulti, cani anziani, ragazzi, e tutti ci siamo divertiti. Presto ci siamo accorti che avere questo tipo di cast cosí singolare poteva rilassarci e metterci a nostro agio, perché l’improvvisazione poteva venire spontaneamente da loro.
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A che punto è il suo progetto sul carcere texano?
Jennifer Aniston: Mi accingo a produrre “Goree Girls” insieme a Kristin Hahn. Il progetto si ispira alla storia vera di un gruppo di donne recluse nella prigione di Goree in Texas durante gli anni ’40, fondatrici di uno dei gruppi country & western tutti al femminile della nazione.
Il film si chiama “Goree Girls” dal nome della prigione di stato di Goree, appunto. È tratto da una storia vera della prima band musicale nata all’interno di un carcere. Fu un progetto nato con lo scopo di avere la libertà vigilata poiché il governatore del Texas, se particolarmente motivato e colpito, poteva concederla, cosa che, però accadeva soprattutto a favore degli uomini. Cosí le donne pensarono: Perché noi no? Perché non provarci anche noi? All’epoca c’era una famosa trasmissione radiofonica dal nome “Venti Minuti Dietro Le Mura” grazie alla quale divennero famose in tutto il mondo. Ebbero un enorme successo ed ottennero la libertà vigilata che pagarono a caro prezzo poiché dovettero cambiare il loro nome, la loro identità. Nessuno di loro ha mai avuto il piacere di parlare della proprio esperienza in carcere. Hanno dovuto barattare la loro libertà con la loro vera identità.

Questo adorabile labrador è un figlio insolito che, in maniera goffa e anticonvenzionale, malgrado l’ingombro fisico e i disastri che semina ovunque travolgendo letteralmente la vita dei coniugi Grogan, aiuta la coppia ad affiatarsi ed armonizzarsi nonostante i propri limiti e ad accettarsi estrapolando la genuinità e l’autenticità nei piccoli gesti quotidiani.
Attraverso le prove a cui Marley li sottopone John e Jenny si indagano, crescono insieme e, riscoprendosi, si prendono per mano verso un futuro diverso più consapevole e comprensivo.

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