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Una nuova speranza

“…ed è per questo che odio Milano/ facce seccate e un cielo plumbeo piange pioggia giorno e notte…”

Perfetta citazione per questo concerto del Teatro Degli Orrori in quel del Magnolia, località Idroscalo di Milano, ancora una volta nell’umida morsa della pioggia milanese mentre sale sul palco una delle migliori realtà del rock italiano, unico gruppo della serata.

Poche scene, si sale sul palco e, dopo un’introduzione strumentale il gruppo parte in quarta con un pezzo inedito potente e dinamico che non manca di far scatenare l’inferno tra il folto pubblico. Ben quattro sono i nuovi pezzi che il gruppo presenta nel corso della serata, tutti sulla scia dei brani più potenti di “Dell’Impero Delle Tenebre”. Che ovviamente restano ancora il piatto forte dei concerti. “E allora musica maestro!”, da “L’impero Delle Tenebre”, posta in apertura, ad un’esplosiva “Carrarmatorock!” che devasta il pubblico, passando per la bolgia infernale di “E Lei Venne” per poi giungere verso il finale alle riflessive e toccanti “La Canzone Di Tom” e “Maria Maddalena” cui fa seguito un buon cinque minuti di drone abissale ad opera del duo Mirai/Favero.
La sezione ritmica è una macchina da guerra per tutto il concerto, pesante, energica e precisa; Valente alla batteria non si risparmia e picchia sul suo minimalissimo set con furia animale.

Ma lo spettacolo, si sa, risiede principalmente nell’oscuro giullare rappresentato da Pierpaolo Capovilla. Se all’inizio del concerto il cantante sembra non reggersi molto bene sulle sue gambe, col passare dei pezzi si scalda e non si tira certo indietro quando il pubblico delle prime file lo afferra trascinandolo il mezzo a loro. Urla, inveisce contro una società marcia e mefitica, arringa la folla tra le canzoni con discorsi che, per una volta, non suonano banali e puerili, grazie soprattutto alla sua carica ironica e sarcastica. E quando viene il momento dei pezzi più melodici Capovilla ritrae gli artigli e mostra il suo lato più intimo, donando anche una convincente prova vocale.

Si può discutere quanto si vuole su cosa sia alternativo, cosa sia mainstream e balle varie. Stasera quello che si è visto è cosa sia il rock, suonato con sudore, energia e tanta intelligenza. Mentre la scena italiana giace nel suo giaciglio caldo e morbido a sonnecchiare, c’è ancora qualcuno che non ha paura di fare un gran casino. E Il Teatro Degli Orrori in questo non si risparmia certo.

Una delle migliori realtà rock italiane. Degli ultimi vent’anni almeno.

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