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Una profonda immersione

Se siete appassionati di viaggi nel tempo, allora non potete lasciarvi sfuggire “Un Tuffo Nel Passato” (titolo originale “Hot Tub Time Machine”), proprio perché i protagonisti vengono catapultati in un’epoca precedente grazie ad una vasca idromassaggio, modificata con una bevanda energetica illegale, chiamata Chernobly (con chiaro e ironico riferimento a Chernobyl).

Al centro della narrazione ci sono tre uomini sulla quarantina che in realtà non hanno concluso nulla di buono nella vita e il nipote di uno di loro, ventenne estremamente nerd e fuori dal mondo, che vive la sua vita su Second Life, piuttosto che fare esperienze reali.

Tutti loro, in seguito al bagno nella vasca a base di alcol e follia, si ritroveranno a rivivere una fatidica sera degli anni ’80, riassaporando tutti gli elementi tipici di quella indimenticabile decade, sia in senso positivo che negativo. Ecco quindi le musiche dei Poison, degli Spandau Ballet, di David Bowie e dei Motley Crue; ecco i vestiti dai colori sgargianti e oggetti di culto come i walkman, le fasce per i capelli e gli stivaloni da sci.

Con chiari e voluti riferimenti al capostipite del genere “Ritorno Al Futuro”, il regista Steve Pink, che si avvale nel cast anche di attori emblema come Crispin Glover e Chevy Chase, ci fa rivivere profondamente e spassosamente quel periodo così particolare e per certi versi fin troppo bistrattato.

A dare un valore aggiunto a questo film che non ha pretese se non quella di far divertire, forse in certi punti in maniera un po’ troppo volgare, è il cast di attori protagonisti, capeggiato da John Cusack, qui anche nel ruolo di produttore, ma arricchito sicuramente dalla presenza di Rob Corddry, già visto nell’esilarante telefilm “Childrens Hospital” e Craig Robinson.

Grazie alla recitazione trascinante e ai dialoghi sempre spassosi e decisamente consoni al tipo di commedia, “Un Tuffo Nel Passato” risulta una pellicola più che godibile e apprezzabile che ci fa totalmente immergere, l’utilizzo del termine non è casuale, nello scintillante mondo degli anni ’80, mentre i protagonisti imparano l’importanza delle seconde possibilità.

Il tutto senza dimenticare i topoi del genere di riferimento, con tanto di tentativi per fare andare le cose esattamente come erano andate la prima volta, con la paura che, cambiando qualcosa nello schema dai tre adulti già conosciuto, il più giovane del gruppo possa non venire nemmeno alla luce. Fortunatamente, invece, seppur non privo di difetti e non totalmente convincente sempre in riferimento all’eccessiva trivialità di cui sopra, questo film ha visto la luce e ha sorpreso per la propria semplice genuinità.

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