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Una rivoluzione che prende a calci il Vaticano

Con gli Ska-P il Rock in Roma cambia finalmente volto. Un Ippodromo delle Capannelle stracolmo per accogliere la storica formazione madrilena ritornata sui palchi nel 2008 dopo una pausa di tre anni, e giunti a Roma per presentare ai loro fan “99%”, l’ultimo disco uscito nel marzo 2013.

Partono vincenti in partenza, con un pubblico già scaldato dai Casinò Royale e pronto a pogare fino allo sfinimento, motivo in più per non risparmiarsi. Gli Ska-P irrompono con “Full Gas” e danno inizio a quella che sarà una scaletta leggermente stravolta rispetto a quella europea: appena una manciata di pezzi dell’ultimo disco, poi il resto è una festa che già si conosce ma che non stufa decisamente mai. Uno spasso assicurato. Scorrono “Consumo Gusto”, “A la Mierda”, “Mestizaje” e “Se Acabó”.

Il pubblico è un colorato mare di vitalità su cui si innalzano fieri ed immancabili i quattro mori, in cui si scontrano dorsi e panzoni nudi, su cui volano camicie, bicchieri e preservativi gonfiati. “Roma grazie mille! Viva la revolución!”, i fiati (Txikitin e Gari) in kilt sul trespolo in mezzo al palco sono pronti per “Casposos”, Pipi (il trasformista del gruppo) fa la prima entrata con boa fucsia, vestitino e corona in testa, e c’è giusto il tempo di fare un inciso – “Vaffanculo Berlusconi, vaffanculo estrema destra!” – e si riprende col solito delirio targato Ska-P che si allunga in “Niño Soldado”. Pulpul invita a godersi la festa, ma non serve.

Ci si ferma solo una manciata di minuti per un filmato di Sea Shepherd, occasione per ribadire il loro impegno nella causa della difesa degli animali nonché perfetta introduzione per “Insensibilidad”. È chiaro, gli Ska-P sono in piena forma, incontenibili e su di giri, con JoxeMi che, come tarantolato, salta e gira in continuazione. E dato che il Vaticano è dietro l’angolo… Entra un ambone e Pipi vestito da vescovo in minigonna con annesse corna, stivali a zeppa di pelle e coda per denunciare l’ipocrisia degli abusi dei preti pedofili e quindi “Crimen Sollicitationis”.

Mentre ci si prepara a continuare sul palco, dal pubblico parte uno spontaneo “Berlusconi pezzo di merda” e gli Ska-P non possono che assecondare con gioia, accompagnando il pubblico con chitarra e batteria. Poi, alle 22,34 finalmente parte lo storico scioglilingua di “Cannabis” e non può essere che festa assoluta.

Ma le tematiche da affrontare sono tante e davanti abbiamo ancora una buona ora di concerto. C’è spazio per un’infiammata “Intifada” e una incursione di JoxeMi nel mondo di Rino con una improvvisata “Ma il cielo è sempre più blu”. E poi le risate. Pulpul sbraita “Fuck off police!” mentre sotto rulla la batteria di LuisMi e le sirene di una volante, poi chiama Romero ed entra un poliziotto-gorrilla (o un gorilla poliziotto?) con annesso lampeggiante per far esplodere la festa con “Romero el Madero”. Uno spettacolo denso, sudato e veloce, tra urla alla resistenza, “hasta siempre” e “puta madre” in cui sono passati leggeri tanti pilastri del loro repertorio e momenti indimenticabili. Come non ricordare, ad esempio, il classico pornoshow di Pipi (in “Sexo Y Religion”) e della sua fedele bambola gonfiabile (per non parlare del resto dell’attrezzatura gonfiabile) ma d’altronde “le tentazioni sono più forti della fede”. O, con altri toni, il pensiero a Carlo Giuliani (“Carlo è sempre vivo nella nostra memoria e nel nostro cuore, per sempre” dice Pulpul), ucciso “Solamente Per Pensare”. Seguiranno poi la nuova “Canto a la Rebelion” e “El Vals Del Obrero”. Alle 23,13 salutano, ringraziano e vanno via ma un pubblico ancora insoddisfatto li istiga intonando una scoordinata “Bella Ciao”. E allora il ritorno è anche dovuto. “SkaPa”, “Mis Colegas”, “El Libertador”, “La Estampida”, “El Gato Lopez”. I fiati fanno il panico, le chitarre sono ancora più ruggenti ed è difficile contenere persino Kogote dietro le tastiere. Si conclude con un reprise di “El Vals del Obrero”.

Mollati gli strumenti il finale sul palco è affidato ad una musichetta strampalata in cui ci si schizza con l’acqua, si scherza, si balla in modo buffo e Pulpul – come al solito – si spoglia e rimane in mutande. Gli Ska-P rimangono una garanzia.

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