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  • Unanimated: In The Light Of Darkness

    Unanimated

    Data di uscita: 27-04-2009

    Loudvision:
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Il ritorno ad Itaca

Sfrattata dalle correnti neo-melodiche, torna dopo sedici anni, monca di un braccio, la band di Stoccolma che aveva piantato il germe della leggenda con il seminale “Ancient God Of Evil”.
Un terzo modo dunque, nella sparuta discografia degli Unanimated, per scrivere e descrivere il crocevia tra brutal e death.

La nuova fatica rallenta i tempi e ragiona sulle soluzioni melodiche. Alcuni riff accentuano il sospetto che la formazione abbia inteso firmare l’armistizio con le nuove generazioni, tentando una soluzione a metà tra la storica cattiveria e l’immediatezza moderna.
Vengono fatte salve, quanto meno, le ambientazioni, che dscendono sin nelle viscere dell’inferno per trovare la propria ispirazione.

Del resto, gli aspetti tendenzialmente melodici sono da sempre il gene sospetto della band. Ma è l’aggressività graffiante di Jansson che ne riduce all’osso, come sempre del resto, la solleticante frizione all’orecchio.

Alla fine di tutto, gli Unanimated riescono ancora una volta a piantare un grosso palo… nei confronti di tutti coloro che oggi sembravano “condannati a morte nel loro quieto vivere” del (falso?) death melodico.

L’eco funziona così: che la voce, una volta gridata, torna poi all’indirizzo del mittente. Cosicché diviene sempre difficile distinguere il nuovo suono dal precedente, invece tornato semplicemente a casa.
Lo screaming degli Unanimated si confonde con quello degli album precedenti e la proposta pecca di originalità rispetto al proprio passato. Le invenzioni chitarristiche sono il vero piglio dell’album: riff che riescono comunque ad ipnotizzare. Ed è questo demoniaco effetto a schiavizzarci, pur senza sorprenderci.

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Contro

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