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  • Underdogs: Ready To Burn

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C’è il deserto anche a Treviso

Una radio si sintonizza lentamente su un riff cavernoso e minaccioso: è una palese richiamo ai Queens Of The Stone Age, ma attitudine e suoni sono al posto giusto, e si inizia subito a fare il tifo. L’introduttiva “Wise Guys” viaggia sì su binari ultraconosciuti, ma va spedita come un treno (appunto…) e centra talmente il bersaglio da farti venire voglia di correre in strada a urlare a tutti che sì, anche in Italia sappiamo fare lo stoner come Dio (= John Garcia?) comanda.
Gli Underdogs vengono infatti dal Veneto, e sono sulla scena da ormai una decina d’anni. Il resto di questo “Ready To Burn” suona quindi come la summa di quanto vissuto e imparato, una vera enciclopedia del genere, che passa in rassegna tutti gli effetti del caso tra derive psichedeliche, paludi sabbathiane e aride ballate. Non mancano ingenuità (un rabbioso inno contro le cover band è sempre gradito, ma possibilmente non da qualcuno che non produrrebbe una nota una se non fossero esistiti i Kyuss), ma dove non arriva la fantasia rimediano grinta e convinzione in quantità contagiosa.

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