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United States Of iTunes

iTunes si aggiorna automaticamente, con cadenza mensile. Ma il sistema delle tariffe resta quello di 60 anni fa, quando ancora non c’era il mercato unico europeo.

Chi ha l’abitudine di viaggiare col portatile o con l’iPhone, sa già che il prezzo per l’acquisto di un brano mp3 attraverso la piattaforma di Apple, iTunes, può variare a seconda dello Stato europeo da cui viene effettuata la connessione. Una questione che, a prima vista, appare in contrasto con il principio del mercato unico.
Le ragioni, tuttavia, risiedono nelle differenti royalty praticate dalle 24 organizzazioni del copyright degli Stati Membri dell’Unione Europea: tariffe che, di fatto, incidono sul prezzo al consumo.

Il problema è stato finalmente affrontato dal Commissario Europeo sulla Concorrenza, Neelie Kroes, il quale ritenuto che l’atteggiamento monopolistico praticato dalle sorelle della SIAE potesse configurare una infrazione delle regole sull’antitrust.
Per il momento, il Commissario non ha adottato alcuna procedura di constestazione, né tantomeno ha inteso infliggere multe; ma ha formalmente invitato tutte le società di riscossione dei diritti d’autore ad adattare un comportamento compatibile con l’accessibilità universale di internet.

Contestualmente, la Commissione Europea ha fatto sapere di essere vicina alla firma di un accordo tra i detentori dei diritti musicali (alcune delle società hanno già prestato il loro consenso anticipato). A tal fine, l’Organo comunitario ha invitato l’industria discografica dei Paesi Membri a spiecificare, entro il 30 giugno, le proprie condizioni di licenza.

Anche Apple sembra d’accordo ad un iTunes europeo, purché sussistano i necessari diritti di licenza multi-territoriali sia da parte delle etichette discografiche che dalle società di gestione collettiva.

Insomma, un primo passo in avanti verso l’unificazione del mercato dell’e-commerce tra le diverse nazioni europee.
L’attenzione degli organi istituzionali centrali porterà ad un progressivo avvicinamento delle legislazioni e forse ad un unico iTunes Store, dove i prezzi dei brani (ma, chissà, anche gli artisti in catalogo) saranno identici in tutto il vecchio continente.

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