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  • Unmade Bed: Loom

    Unmade Bed

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Intelaiature psichedeliche

Il doveroso excursus biografico relativo agli Unmade Bed non può che partire dalla loro origine italica (fiorentina, per la precisione), e ricordare il primo vagito discografico sottoforma di EP autoprodotto, risalente al settembre 2007. A cui è seguito quasi immediatamente, come a dimostrazione delle potenzialità del gruppo, l’incontro con la Seahorse Recordings, etichetta discografica indipendente grazie alla quale la band ha potuto realizzare questo “Loom”, vero e proprio debut album.

Gli Unmade Bed assemblano questo “Loom” con nove canzoni che, tra atmosfere soffuse dal neanche tanto vago retrogusto vintage ma soprattutto dalla spiccatissima propensione psichedelica, rifuggono senza indugio alla simpatia tipica del mainstream abbracciando un concetto “allargato” di musica, che sia al tempo stesso sinonimo di contaminazione e continua evoluzione. Il tutto si traduce in una proposta sonora che si muove tra psichedelia acida e sostrato noisy passando attraverso la scena post-rock, e che si caratterizza anche con espedienti tecnici quali armonie a tratti dissonanti e una produzione apparentemente nuda e grezza, cosiddetta lo-fi (oggi sempre più un must).
Appare chiara fin da subito la determinazione dei Nostri a raggiungere l’obiettivo prefissato, offrendo al proprio pubblico canzoni intriganti, ma dall’ascolto piuttosto ostico, con tratti a volte anche inquietanti e ipnotici. Brani che si svelano poco per volta e sono, a modo loro, melodici.

“Loom” è un disco che ha sicuramente bisogno di tempo per poter essere metabolizzato e capito, e in questo potrebbe trovare il proprio limite, soprattutto in relazione a un ambiente esterno che invece, oggi, pare volersi far accarezzare da emozioni più a portata di mano.

Un’opera che sarà sicuramente pane per tutti coloro che in un album cercano (magari) un discorso musicale e/o un senso diverso dalla pura e semplice e cara melodia da stamparsi in testa, sempre pronta all’uso. Ma per tutti gli altri, e probabilmente parliamo della maggioranza, data l’ostentata complessità, e data anche la naturale cupezza delle composizioni presenti, l’ ascolto preventivo è cosa sicuramente consigliata.

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