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La ricerca della sofìa

Gli Unmask, giunti al primo disco in studio, sono una band di Roma che suona prog rock/metal, contaminato da varie influenze minori.

L’approccio a “Sophia Told Me” non è immediato. Nel senso che, a più riprese, il procedere dei brani lambisce momenti di sospetta ridondanza, allungando un album incentrato su una salsa di sensazioni che crescono, si alleggeriscono e migrano da un pezzo all’altro, ben riuscendo nel generare l’effetto di un viaggio della mente, sognante e introspettivo.

Tra i pezzi più efficaci la datata e aor-eggiante “All I Need” e “Voice Of Hush”, che apre onirica e poi acquisisce sempre più dinaminsmo. E anche “Maybe Tomorrow”, incarnazione più alta dell’equilibrio prog ma senza strafare della band.

È questo un disco in cui la personalità dei singoli brani è sacrificata all’unità generale dell’album, che di conseguenza si spezzetta con fatica. Molte delle parti più aggressive, pur pertinenti all’economia della canzone, soffrono dell’effetto già sentito cento volte. Tutto buono, come si suol dire, ma mentre “Sophia Told Me” gira nello stereo il piatto forte non arriva mai.

Pro

Contro

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