Home > Recensioni > Unòrsominòre: Unòrsominòre

Analogicamente

Dal cilindro del rock indipendente italiano ecco uscire Unòrsominòre, trio trentino che presenta il suo primo self-titled album, prodotto interamente in analogico e registrato in un teatro tra i monti.
Fautore del progetto Kappa, già noto nella scena indie in qualità di vocalist e chitarrista dei Lecrevisse, accompagnato questa volta da Manuel Brunelli alla batteria ed Enrico Tedeschi al basso.

L’album è una vera e propria scoperta continua, la minuziosa attenzione per i testi e gli arrangiamenti si traduce in un fluido vortice musicale capace di spaziare agevolmente tra generi diversi, dal pop-distorto di “Gagarin”, alle venature punk di “Non Sono Tranquillo”, dal folk de “Il Mio Diario”, alla quasi grunge “La Coscienza Di Meno”. Ad impreziosire le undici tracce anche una ben riuscita rivisitazione rock di “Discanto”, capolavoro di Ivano Fossati.

C’è un po’ di tutto, ma è un tutto corposo, ben amalgamato e miscelato. Una dimostrazione di cantautorato made in Italy che riporta speranza, entusiasmo e, speriamo, futuro ad un segmento del mercato un po’ sonnolento e giù di tono.

Unòrsominòre rappresenta una felice quanto inaspettata scoperta del belpaese. Chi si aspettava che sui monti tirolesi, tra una mungitura e una raccolta di fieno, ci fosse spazio anche per un progetto musicale di si alta levatura e qualità? Non possiamo che sperare abbia le armi giuste per imporsi e farsi degnamente notare. L’aria dei monti fa bene anche alla musica!

Pro

Contro

Scroll To Top