Home > Interviste > Unruly Child: Il tormento e l’estasi

Unruly Child: Il tormento e l’estasi

Sono oramai passati due anni da quando ho deciso di liberarmi da tutte le mie dipendenze, ed uno dei tanti miracoli che accadono quando decidi di liberare la tua vita dall’alcool e dalla droga è di sviluppare una relazione molto intima e personale con Dio. Il che per alcuni potrà sembrare un concetto semplice, ma per la sottoscritta è stato un viaggio lungo e travagliato. Ho passato tanto di quel tempo ad odiare me stessa da convincermi che fosse impossibile che ci fosse un Dio lassù disposto ad amarmi. Non avrei potuto sbagliarmi di più. Da quanto ho lasciato entrare Dio nel mio cuore e nella mia vita, ecco che sono iniziati quelli che io definisco “miracoli”. Uno dei quali è stato riprendere i contatti con Bruce, con il quale non parlavo più oramai da anni. Abbiamo iniziato a comunicare via telefono sempre più frequentemente, e nelle nostre conversazioni si parlava spesso della possibilità di riunire gli Unruly Child.

Un bel giorno mentre mi dedicavo alle mie letture e preghiere quotidiane, mi imbattei in un passaggio che parlava dei doni speciali che Dio offre a ciascuno di noi quando nasciamo, e di quanto sia importante per ognuno di noi scoprire quali siano questi doni, e di come restituire al Signore ciò che ci aveva regalato, per rendere migliore sia la nostra vita che quella di tutte le persone che ci circondano. Mi sono allora finalmente resa conto del grande dono che mi era stato fatto, e quanto lo avessi dato per scontato fino a quel momento. Decisi quindi che se mai una nuova opportunità musicale si fosse presentata, l’avrei afferrata al volo, per dimostrare a Dio che ero pronta per rendergli servizio. Quello stesso giorno, ricevetti una telefonata di Bruce e mi resi conto ancora prima ancora di rispondere di sapere cosa mi avrebbe chiesto. Iniziai a ridere, e Bruce mi chiese se ero per caso interessata a firmare un contratto con la Frontiers. Mettila un po’ come vuoi, ma per me si trattava di divina provvidenza. E non appena accettai la proposta, anche Jay e Larry decisero di aderire alla reunion. Come ho detto più volte, amo quei ragazzi come fossero la mia famiglia e farei di tutto per loro. Mi sento assolutamente onorata di far parte del loro mondo, è come se fossimo nati tutta sotto la stessa stella.

Con queste sentite parole Marcie Free, che una volta si chiamava Mark ed era considerato uno dei migliori interpreti AOR, apre la nostra conversazione e ci spiega come dopo 16 tormentati anni di silenzio artistico sia tornata in studio di registrazione ed insieme ai suoi compagni di un tempo abbia riunito quella splendida creatura musicale che erano gli Unruly Child, di cui proprio in questi giorni viene pubblicato il nuovo album “Worlds Collide”. Sentiamo cosa ha da dirci Marcie in proposito, anche a fronte di qualche nostra punzecchiatura sulla produzione, forse l’unico neo di un disco davvero valido.
Quelli che abbiamo scritto e registrato sono tutti brani nuovi, l’intero processo è durato circa 4 mesi e mezzo e, per dirla tutta, ci è sembrato un lasso di tempo fin eccessivo. Per il prossimo album contiamo di risolvere il tutto in metà tempo.
Sono completamente soddisfatta del risultato finale, produzione inclusa. Se devo dire la verità, anche nel disco d’esordio c’erano cose che non mi soddisfavano completamente. Cerco però di non rimanere condizionata dalle cose che ho fatto in passato. Spesso la gente tende a rimanere un po’ troppo ancorata al passato, anche se penso che sia tutto sommato una cosa naturale. Io preferisco andare avanti e rimanere ben concentrata sul presente, che anche un buon modo per rimanere in sintonia con Dio. E tutto ciò mi consente di vivere più felicemente la mia vita. In fin dei conti, non puoi cambiare il passato, per cui che senso ha preoccuparsene? Rimani la dove sono le tue mani, non aver rimpianti e fai sempre del tuo meglio. E lascia tutto il resto a Dio.

Dio ricorre molto frequentemente nei tuoi discorsi, e non perdi occasione per citarlo quale motivo principale del tuo ritorno sulle scene. Il music business però è una giungla dove spesso è difficile coglierne la presenza.
Ho molta fede in Dio. Come dicevo all’inizio, quello che sto facendo è solo un modo per restituirgli ciò che mi ha donato. Apprezzo questo dono, ed apprezzo il fatto che tanta gente là fuori lo apprezzi quanto me. È un qualcosa che mi rende felice e mi soddisfa, così come mi soddisfa la possibilità di esprimermi artisticamente e poter creare e vedere prendere vita ciò che inizialmente esiste solo nella mia testa e nella mia anima. Per quanto riguarda il business, cerco di starci il più lontano possibile, ne faccio volentieri a meno e lascio che se ne occupino il mio management ed i miei avvocati. Comunque, se guardi le cose da un punto di vista storico, ti rendi conto che tutte le grandi dinastie prima o poi si estinguono. Funziona allo stesso modo per il music-business e, per certi aspetti, possiamo quasi dire che il music-business sia stato un po’ autolesionistico, visto quanto è successo quando hanno fatto uscire il genio digitale dalla sua lampada. Internet ha dato potere alle persone, e da quel punto in poi tutto è cambiato. Come si suol dire, sopravvive solo il più forte.

In questi 16 anni di pausa, Internet è stato per te lo strumento per mantenere il contatto con i fan. E lo è tuttora, con un’attiva presenza su Facebook, per esempio.
In realtà non è che passi tutto questo tempo su internet, più che altro ho aperto le mie pagine su MySpace e su Facebook, anche perché tutti mi hanno detto che al giorno d’oggi è un must… comunque devo ammettere che è molto divertente avere una linea diretta con i fan, mi fa sentire molto più vicina a loro e questo mi rende molto felice.
[PAGEBREAK] Parlare con te per un appassionato di rock melodico è come avere una linea diretta con il suono che ha contraddistinto un’epoca, inevitabile quindi stuzzicarne i ricordi e provare a rievocare le band in cui hai militato, o a rivivere episodi particolari di una carriera che, prima della lunga pausa di riflessione, aveva suscitato tanto entusiasmo tra i fan. E per parlare del tuo speciale rapporto con Judithe Randall, o di quando si vociferava di un tuo ingresso nei Blue Murder di John Sykes.
Sto per inziare a scrivere la mia autobiografia, che conterrà molti episodi di quel passato. La vostra attesa verrà ripagata, te lo prometto. Quanto ai miei ex-compagni di avventura nel mondo della musica, posso dirti che sono ancora in contatto con i ragazzi che suonavano con me nei Signal, così come ogni tanto mi capita di parlare con Carmine (Appice), Mick (Sweda) e Johnny (Rod), dei King Kobra. Come puoi immaginare, il tempo passa, l’età avanza, la gente si sposa, ha figli… cambiano le priorità, e naturalmente diventa sempre più difficile mantenere i contatti.

È vero, quando i Blue Murder si sono formati cercavano un cantante e quindi partecipai alle audizioni, ma poi non se ne fece niente perché John (Sykes) decise che il miglior cantante per i suoi pezzi sarebbe stato lui stesso. Come dargli torto, ha un’ottima voce, con un’eccellente estensione.

Judithe… nel senso stretto del termine, non ho mai davvero collaborato con lei. Molti sono convinti che abbiamo scritto pezzi insieme, ma in realtà si trattava di brani scritti da Judithe e Robin Randall che io mi limitavo a cantare. Sostanzialmente quando Judithe sentì la mia voce e si rese conto di quanto bene si adattasse ai suoi brani,divenne la mia più grande fan, e continuò ad esserlo fino alla sua prematura scomparsa. Era una persona davvero eccezionale, ed estremamente generosa. Non ha mia chiesto soldi in cambio delle sue canzoni, e non ho problemi ad ammettere che devo tutta la mia carriera post-King Kobra a lei e a Robin. Non puoi immaginare quanto mi manchi….

Chi ama Mark/Marcie Free lo ama principalmente per quella splendida voce in grado di trasformare anche la più banale delle canzoni in un piccolo capolavoro, e che per certi versi incarna il più puro spirito dell’Aor degli anni a cavallo tra gli ’80 ed i ’90.
E visti i continui riferimenti a Dio, proviamo provocatoriamente a chiederti se non ti è parso un po’ egoistico lasciare silente per tanto tempo quel tuo dono divino, che ti ha portata ad essere accomunata con i mostri sacri del genere.

Posso comprendere il vostro punto di vista, ma dovete capire che ho avuto una vita davvero difficile, e che solo per grazia di Dio sono sopravvissuta a questi 40 anni di tormento. 16 anni possono sembrare un periodo molto lungo, ma considerato quanto ho passato non trovo poi così irragionevole essermi presa, per la prima volta nella vita, una pausa di riflessione da dedicare interamente a me stessa. Ora però sono tornata, e trovo assolutamente fantastico tornare a far musica, e ritrovare tutti i miei fan.

È per me un grande onore essere menzionata insieme a tanti colleghi illustri, molti dei quali sono stati la mia fonte di ispirazione durante tutta la mia carriera. Cerco semplicemente di interpretare le canzoni che canto, di trasfondere in esse tutta la mia anima e di vivere i testi delle canzoni. Ogni volta che faccio un disco, cerco sempre di lasciare nei brani una traccia di me. Credo che questo sia il contributo che ci si aspetta da me, ed è fantastico ricevere riconoscimenti proprio per questo

Uscito il disco, non possiamo esimerci dall’aspettarci un tour a supporto. Inutile dire che la prospettiva ci alletta non poco, così come quella di avere presto disponibile nuovo materiale “made in UC”.
Stiamo pensando di andare in tour nell’estate del prossimo anno. Ci teniamo molto, ma ovviamente dobbiamo essere certi che economicamente parlando la cosa sia fattibile. A parte questo, vi posso confermare che il mese prossimo, quando Guy tornerà dal tour che sta facendo con i Doobie Brothers, ricominceremo a lavorare sul nuovo materiale. Contiamo di avere abbastanza brani pronti per un nuovo disco entro l’autunno del prossimo anno.

Salutiamo così Marcie, nella segreta speranza che gli Unruly Child possano davvero suonare nel nostro paese ed accontentare tutti i fan italiani, ai quali Marcie ha voluto lasciare un messaggio speciale.

Miei cari amici e fan italiani, vi sono assolutamente grata per l’amore ed il supporto che mi avete dimostrato in tutti questi anni. È un’incredibile onore per me questa nuova opportunità di cantare per voi. Spero ardentemente di poter venire presto in Italia, ed incontrare ognuno di voi di persona.
Venire in Italia sarebbe un sogno che si avvera. Forse sono un po’ pazza, ma non so come spiegarlo. Semplicemente sento di amare tutti voi dal più profondo del cuore. E non vedo l’ora di essere tra voi.

Scroll To Top