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  • Unsun: Clinic For Dolls

    Unsun

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Barbie Metal Singer

Va bene, fai un gruppo e fai cantare tua moglie altrimenti ti rompe le balle, ma perché etichettare il genere come “gothic metal” quando di metal ci sono solo un paio di schitarrate e assoli distorti appiccicati alla bell’e meglio e di gothic forse solo i tuoi pantaloni? Questi polacchi sono un po’ masochisti dato che senza queste pretese avrebbero avuto raggiunto un mercato più fortunato e magari avuto più successo.

Le canzoni sono orecchiabili, tendenti al pop, la voce è zuccherosa e intonata ma effettivamente insipida, da karaoke del sabato sera, e la batteria a volte sembra esser stata rivestita di zucchero filato.
Questo album non propone nulla di diverso dalle solite female fronted band che stanno in bilico tra pop e rock.

Una qualsiasi di queste canzoni potrebbe essere la nuova colonna sonora della pubblicità delle Fruit Joy o dei Pampers, “The Last Tears” addirittura di Dawson’s Creek. Tutto sommato questo album potrebbe però venire utile per convertire morose varie al metal, subito dopo gli Evanescence e i Lacuna Coil.

Pro

Contro

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