Home > Report Live > Uragano Skin

Uragano Skin

Inarrestabile, ingestibile, indomabile. Tre aggettivi che ben descrivono l’esibizione di Skin al Palasharp di Milano in una uggiosa serata novembrina. Certo, la pantera nera del rock non era sola. A supportarla, egregiamente, il resto del gruppo. Gli Skunk Anansie infatti si sono ricompattati ritrovando lo smalto e la sinergia di un tempo.

Dieci anni che non sembrano aver minimamente influito sull’energia e sul carisma della band che ha riproposto le hit più conosciute e i tre brani inediti contenuti nel best of “Smashes & Trashes”, rilasciato da poco più di un mese per la Carosello Records.

Dopo una breve intro di sottofondo costituita da “Yes, It’s Fucking Political” in versione drum’n’bass, il quartetto è uscito allo scoperto, con una Skin avvolta in un ingombrante mantello di argentei aculei, a nascondere (momentaneamente) una mise elegante, ma sufficientemente comoda da permettere salti, evoluzioni ginniche e anche qualche momento di stage diving.

Brano d’apertura è stato “Selling Jesus”, seguito a ruota da “Charlie Big Potato”, “Because Of You”, “Secretly”, “100 Ways To Be A Good Girl” e “I Can Dream”. Black Out. Nel senso che di punto in bianco l’acustica strumentale si è azzerata lasciando tutti – band compresa – a bocca aperta. I pochi minuti di interruzione sono stati comunque riempiti dal pubblico che, battendo le mani a tempo, ha supportato un’esibizione a cappella di Skin, per nulla persa d’animo o innervosita.

Tutto è rientrato nella norma e la scarica adrenalinica è proseguita sulle note di altri successi tratti dai tre album in studio della band: “Paranoid & Sunburnt”, “Stoosh” e Post Orgasmic Chill”.

In realtà tutto sembrava rientrato nella norma, perché ahinoi, sulle note di “Hurt” si è verificata un’altra interruzione acustica, accolta dalla band con un sorriso e da Skin con un segno della croce, nella speranza che gli imprevisti fossero a quel punto terminati.

E così, ringraziando Dio o chi per esso, è stato. Il concerto si è concluso, dopo un’ora e mezza di live pressoché tiratissimo, con “You’ll Follow Me Down” e con un reverence del quartetto che ha calorosamente salutato i presenti con la promessa di tornare l’anno venturo. E noi ci facciamo il nodo al fazzoletto, perché ora che gli Skunk Anansie sono finalmente tornati, non vogliamo assolutamente perderli di vista. Ci siete mancati!

“Selling Jesus”
“Charlie Big Potato”
“Because Of You”
“Secretly”
“100 Ways To Be A Good Girl”
“I Can Dream”
“I Don’t Wanna See You, If I See You I will Kill You”
“Weak”
“Brazen”
“Twisted”
“Cheap Honesty”
“On My Hotel TV”
“Tear The Place Up”
“The Skank Heads”

Pausa

“Hedonism”
“Squander”
“Little Baby Swastikkka”
“You’ll Follow Me Down”

Scroll To Top