Home > Recensioni > User Ne: Tarantos
  • User Ne: Tarantos

    User Ne

    Loudvision:
    Lettori:

Il fascino del pagan/prog

“Tarantos” coinvolge per imprevedibilità ed eterogeneità di soluzioni sonore, idee e tentativi di evoluzione che, partendo dall’area pagan/folk (ancora presente e solida in brani come “Main Ört” e “Andalucì”), mutano consapevolmente in un quantomai inaspettato progressive rock degno dei migliori King Crimson, Pavlo’s Dog e Jethro Tull (“Okankene 22″). Tutto questo giunge come una gradevole sopresa non solo perché gli User Ne, dopo un disco di buon livello come “Nìbelum Das Uhört” (molto legato ad una componente pagan/folk tipicamente mit-europea), hanno saputo ritagliarsi un proprio spazio nella bolgia del metal odierno (e scusate se è poco), ma anche perché quanto proposto dal combo di Malaga risulta essere un connubio coinvolgente di sonorità mediterranee (“Taranto”, qui il dna culturale insegna), reminiscenze nordiche e doom (“Naim, Yhazura, Derval…”, “Corcubiòn”, “Nivel-Um Cix”), sprazzi black metal (“Tras EL IV Caos”, “…And Ape Ar”), arrangiamenti ricchi di strumenti apparentemente diversissimi come cornamuse, pianoforte, archi, flauti, chitarre acustiche ed elettriche, il tutto poi accompagnato da suadenti female-vocals, scream, cantato epico e pulito (l’ultimo brano, “Al-Minzorth”, è un buon sunto di tutto questo). Non è un caso quindi se la lavorazione di “Tarantos” ha richiesto molto tempo per essere condotta a termine e soprattutto se il risultato finale ci consegna una band capace di osare là dove altri non vogliono (o non riescono ad) avventurarsi. Va detto infine che questo album merita un rispetto mastodontico e un plauso sincero per la sua intrinseca capacità di creare sensazioni spiazzanti, seppur positive, venendo così a sconvolgere il significato stesso di musica pagana (o pagan/folk/black che dir si voglia) che, una volta tanto, non si compone esclusivamente di cori epici ed atmosfere clonate dai capostipiti del genere. Insomma il pagan/folk è pur sempre un affresco delle tradizioni da cui si proviene e questo gli User Ne ce l’hanno insegnato e ribadito con serena umiltà e dovizia di particolari. Acquisto consigliato a chiunque (non abbia delle fette di prosciutto sulle orecchie) e ascolto consigliato a certe etichette che ultimamene sembrano essere un po’ a corto di talent-scout (chi ha detto Osmose?).

Scroll To Top