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V Day

Una V per raccontare lo stile, l’eleganza e l’umanità di un grande “Imperatore”, omaggiato in una giornata di festeggiamenti dalla Mostra del Cinema e dallo star system della bellezza che lo ha reso famoso in tutto il mondo.

A qualche mese di distanza dal suo addio alla passerelle, Valentino Garavani torna ancora protagonista della scena con un documentario che racconta i suoi ultimi due anni a capo dell’azienda che 45 anni fa fondò assieme al socio-amante-amico Giancarlo Giammeti. Una giornata, quella di ieri, che tra la doppia proiezione, mattina in Sala Grande e sera, su invito, al Teatro la Fenice, seguita da un riservatissimo party al museo Guggenheim, lo ha definitivamente consacrato Ultimo Imperatore.
Ultimo imperatore della moda, ultimo testimone di quella sparuta pattuglia di sarti che, nel 1951, nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, inventarono il Made in Italy, ultimo artista-artigiano che dalle macerie della II Guerra Mondiale, giorno dopo giorno, ha tirato su un colosso che oggi fattura mille milioni di euro.
Raccontare Valentino, o di Valentino, è impossibile, perché racchiude in sé molte facce, aspetti molteplici di una carriera che ha attraversato il secolo, dedicata all’eleganza ed al gusto, all’arte ed alla beneficenza. La formazione francese, gli anni della dolce vita romana, il ritorno a Parigi, gli hanno permesso di portare il suo nome in tutto il mondo e, con esso, un modo del tutto singolare di intendere la donna, di vestirla, di desiderarla.
Fu a tredici anni che, andando per la prima volta al cinema, si innamorò del glamour delle grandi stelle di Hollywood: “Capii in quel momento che avrei dedicato la mia vita a vestire le più belle donne del mondo“. La scoperta del Rosso Valentino, sinonimo della sua stessa moda, verrà qualche anno dopo, così come l’incontro con Giancarlo Giammetti tra i tavoli di Via Veneto, appena ventenne.
Commuove vedere l’istantanea di questa coppia mito della couture nei primi anni ’60, in contrasto con il mito della coppia oggi settantenne ma ancora protagonista dei party più esclusivi. In mezzo ci sono 45 anni di lavoro, di volontà ferrea, di amore fecondo per la moda, e per loro stessi.
Il nome di Valentino ed il suo gusto sono ancora riconoscibili nel nodo di un fiocco, nel fruscìo di una gonna di chiffon che sfiora il pavimento, nel ricamo di un grappolo di strass sull’orlo di una manica. Anche se dietro ogni creazione firmata Valentino non c’è più lui fisicamente, c’è di certo il suo insegnamento, c’è tutta la sua storia fatta di devozione filiale per le donne e per la perfezione del dettaglio, per quella sua idea di eleganza che mal si ritrova oggi, in un momento culturale in cui essere di moda significa mostrare il maggior numero possibile di marchi.
L’eleganza – dice Valentino – sta tutta nel dosare: quando si è trovato l’equilibrio giusto si è trovato il proprio stile“. Parola d’Imperatore.

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