Home > Recensioni > Valentina Lupi: Atto Terzo

Intensità

No, Valentina Lupi non ha partecipato a nessun talent show televisivo, né tantomeno ha frequentato scuole di musica con telecamere incluse.
La cantante romana ha scelto il percorso più tortuoso e caldo per cercare un posto degno nel panorama musicale: la gavetta.

Definisce la sua musica come Terapeutica e di facile ascolto. Concordiamo pienamente in questa descrizione aggiugendo che in “Atto Terzo” la linea tra pop e alternativo è sottile, ma ben marcata, soprattutto per l’uso davvero rockeggiante delle chitarre, sia pulite che distorte.

Un giusto sound che collega Carmen Consoli a Anna Calvi è un’ottima scelta per proporsi a più orecchie possibili.

Secondo lavoro per la Lupi, che in passato ha aperto concerti dei Tiromancino e Afterhours e suonato in eventi live come Heineken Jammin Festival e il concerto del primo maggio 2007.

Intensità sia nelle musiche che nei testi che toccano nervi scoperti riguardanti l’appartenenza, la perfezione e quel sentimento – che strazia mentre fa gioire – chiamato Ammmore.

Pro

Contro

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