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Valentina Parisse: sarà bellissimo?

Dopo la pubblicazione a inizio giugno del singolo “Sarà Bellissimo“, Valentina Parisse sarà in concerto il 25 e il 29 giugno a Milano nel corso di “Radio 105 Mundial Village”, dedicato ai Mondiali di calcio. Un’occasione per la cantautrice di condividere i brani del suo repertorio con il pubblico, e di portarli sul palco in lingua italiana. Ma Valentina non si ferma qui. Ecco cos’altro le aspetta dopo l’esperienza milanese.. Leggete cosa ci ha raccontato in una nostra intervista.

Ciao Valentina! Benvenuta su LoudVision!
Ciao! Grazie, mi fa tanto piacere!
“Sarà Bellissimo” è il tuo nuovo singolo, prodotto da Phil Palmer. Ci racconti come nasce e come ti sei trovata a collaborare con uno storico musicista del suo calibro?
Lavorare con Phil è davvero un grandissimo piacere. Devo dire, è stato ed è tuttora molto bello per la naturalezza e spontaneità del modo in cui collaboriamo. Ci siamo conosciuti nell’ambito del mio progetto “Vagabond”. Ho pensato che in alcune canzoni lui potesse suonare le chitarre e così è nata un’amicizia, un intenso scambio di opinioni sia sulla musica sia su cosa mi sarebbe piaciuto scrivere, suonare. E’ stato, ed è, un percorso professionale e umano molto molto bello.
Il 25 e il 29 giugno ti esibirai al Radio 105 Mundial Village di Milano. Cosa devono aspettarsi i tuoi fan?
Per me il live è una festa. E’ un momento per condividere le mie canzoni con tutti. E’ una festa me, la mia band che suoniamo, ma anche per chi mi ascolta. Credo che il live è il momento più bello per un musicista.
Ovviamente, sarà bellissimo. Si devono aspettare alcune delle tracce del mio primo progetto, ci sarà anche “Don’t Stop”, una canzone alla quale sono molto legata e che mi ha dato grande popolarità. Sono legata ai suoi principi, quelli di non fermarsi mai e di andare avanti con i propri sogni e le proprie passioni. Spero che sarà veramente una festa per tutti!
Cosa significa per te quel concerto?
Guarda, significa tantissimo. Per me il contatto con le persone è tutto. Ti faccio un esempio banale, magari c’entra poco con la tua domanda ma è per farti capire meglio cosa intendo. Io sono molto attiva sui social, proprio perché mi piace questo rapporto diretto con chi mi ascolta. Ascoltare le storie degli altri, farle mie. Nel senso, ricevere degli input. E stiamo parlando di tutto ciò che avviene dietro uno schermo di pc, pensa in un live!
Il live è un momento per condividere le mie canzoni, e quindi è importante. Ho avuto già un’esperienza con Radio 105 e posso confermarti che sono uno staff eccellente, simpaticissimo e ci si diverte parecchio.
Visto che siamo in tema di mondiali.. Quale tra le tue canzoni dedicheresti alla Nazionale come portafortuna?
Ahahah.. bella domanda! Direi “Sarà Bellissimo”, senza dubbio. Perché è essere fieri di quello che si è in questo momento. La nostra Nazionale sta facendo un eccellente lavoro, e io sono una super fan di Pirlo e anche di Balotelli. Abbiamo dei giocatori pazzeschi. Ogni mondiale è una bella esperienza per tutti.
Ad agosto, invece, parteciperai al Festival di Ravello. Cosa ti aspetti da questa esperienza?
Non vedo l’ora! La cornice di Ravello è indubbiamente molto affascinante, vuoi per la location che è stupenda. Ho visto le immagini e sono rimasta affascinata. La cosa complicata credo sarà staccare gli occhi da quello che uno ha intorno perché è uno spettacolo meraviglioso.
Significa tanto per i nomi che si esibiscono quest’anno, come tutti gli anni, al Festival. So di Pino Daniele, Bacharach, e di altri grandissimi artisti che prenderanno parte alla rassegna. Per me è un grande onore e canto le mie canzoni con una carica artistica. Probabilmente avranno una dimensione un po’ più intima rispetto a quella che può essere una piazza con Radio 105, ma anche questo mi piace molto.
Qual è stata finora l’esperienza che ti è rimasta più impressa o che ricordi con il sorriso?
Ce ne sono tante! (ride). Potrei dirti l’Auditorium.. qualche mese fa. E’ una delle esperienze più belle a Roma. E’ stata pazzesca perché in quel momento non solo mi esibivo con il repertorio di “Vagabond”, un percorso nato in Canada, canzoni scritte lì insomma, ma significava anche un’apertura al progetto al quale sto dando vita adesso. Ho portato per la prima volta le mie canzoni in italiano, e la reazione del pubblico è stata talmente calorosa che la ricordo con grande emozione.
Tra l’altro hai fatto anche sold out a Roma..
Si si.. Quindi, in più anche la responsabilità di chi veniva lì ad ascoltare “Vagabond”.. Ho voluto fare questa sorpresa. Sai, quando scrivi qualcosa, e tu sicuramente mi capirai, metti qualcosa di te. C’è una parte di te, ed è così anche nelle canzoni. Quella speranza di dire le cose come volevi, sperando che vengano recepite nel modo che ti auguri.
Un momento di Paradiso l’ho avuto, insomma! (ride).

Nei temi delle tue canzoni lasci spazio anche alle incertezze dei ragazzi di oggi. Secondo te la musica come può aiutare tutti i giovani alla ricerca di un futuro ancora incerto, visti i tempi che corrono?
La musica è fondamentale per tutti i ragazzi. Se fosse per me la renderei una materia obbligatoria. A scuola non si dà molto peso alla musica, in alcune non è proprio prevista. Secondo me, invece, è un linguaggio che andrebbe imparato da tutti. La musica ci rende migliori. Immagina il vuoto totale, l’assenza di suono..

Ricordo ad esempio, un film di Troisi, “Il Postino”, dove c’è lui che a un certo punto va in giro a prendere il suono del mare, della macchina che passa.. La musica è suono, è vita. Per me è stato anche un modo per sfogarmi, per scaricare la rabbia. Mandare a quel Paese, in maniera pacifica ovviamente, qualcosa o qualcuno. La musica può fare tanto.

Se dovessi pensare a qualche collaborazione futura, chi ti viene in mente?
Tanti, tantissimi. Mi piacerebbe tantissimo collaborare con Jovanotti! E’ lontano dal mio genere.. ma proprio per questo che mi piacerebbe.

Che progetti hai per il futuro?
Il progetto più importante per me è pubblicare questo album e portarlo più in giro possibile. Portare le mie canzoni vicino alle persone. Potrei davvero costruire castelli enormi, ma sono una persona molto pratica. E’ il mio primo progetto in italiano e ci tengo tanto.

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