Home > Recensioni > Van Dyke Parks: Songs Cycled

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Ma dove vai bellezza in bicicletta?

In sella ad una bici e trillando il campanellino, Van Dyke Parks, a distanza di 24 anni dall’ultimo lavoro in studio, ritorna sulle scene con un album che si rifà al suo capolavoro d’esordio, “Song Cycled”: con una “s” in più e trentasei anni di differenza, il musicista, ormai settantenne, coadiuvato da Brian Wilson, ci regala un disco dal sapore nostalgico e variegato, mescolando sapientemente influenze folk e melodie pop, lasciando ampio spazio allo sperimentalismo.
E le similitudini con “Smile” dei Beach Boys si sentono eccome, soprattutto in brani come “Dreaming Of Paris” e “The Parting Hand”.
Dolcemente revival, bentornato Mr. Van Dyke Parks!

“Song Cycled” suona come un piccolo show, uno spettacolo personale messo in scena per le orecchie dell’ascoltatore, dall’abile incantatore Van Dyke Parks: chitarrine country, intermezzi al piano, violoncello, tutto si miscela perfettamente in “The All Golden”, una delle tracce che ho sentito più mie e che mi ha ricordato le atmosfere sognanti e leggere alla Sufjan Stevens.
Perché non si decidono a collaborare quei due?!
Intanto il 19 e il 20 giugno, Van Dyke Parks vi aspetta a Milano e a Roma, non perdetevelo!

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