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Van Halen: Best Of Both Worlds

Il Best of con Hagar

Nel 2004, con “The Best Of Both Worlds”, si sono rifatti vivi i Van Halen, verosimilmente intenzionati a riprendersi il posto d’onore che spetta loro tra le stelle del firmamento hard rock mondiale. Un come back limitato a un esauriente recap delle puntate precedente, che questa volta vede il ritorno in line up di Sammy Hagar. Una notizia che sicuramente avrà fatto la felicità di tutti coloro i quali apprezzano anche la svolta più chart-friendly della band, operata nel 1986 con pezzi quali “Why Can’t This Be Love” o “Dreams”, entrambi da “5150″, album che sanciva il debutto di Sammy al microfono dei Van Halen. In effetti segnali di una svolta che faceva l’occhiolino al grande pubblico erano già presenti nel precedente “1984″ (platter che conteneva “Jump”, “Hot For Teacher” e “I’ll Wait”, per intenderci), il quale tra synth e melodie (moderatamente) più catchy, in parte arricchiva e in parte abbandonava il suono Van Halen più nudo e crudo, quello del ’78 di canzoni come “Eruption” o “Ain’t Talking About Love”.
“The Best Of Both Worlds” propone inoltre tre canzoni inedite, come già aveva fatto “The Best Of Van Halen Vol.I” (raccolta analoga pubblicata alla fine degli anni ’90,) con David Lee Roth in line-up. Nelle nuove canzoni i Nostri si aggiornano, anche attraverso timbriche di chitarra gonfie e potenti, ma convincono solo in parte, complice un songwriting non così efficace. Il resto è pura antologia, per di più con un suono pulito e svecchiato da un sapiente lavoro in regia (che sarebbe stato bello avesse davvero costituito un preludio all’uscita dei dischi originari remixati/rimasterizzati). Viene solo abbandonato a sé stesso “Van Halen III “, che vedeva al microfono l’ex-Extreme Gary Cheron -, nonostante qualcosa tipo “Dirty Water Dog” non ci sarebbe stata poi così male.
È ovvio che un’antologia di quasi trent’anni di carriera non possa accontentare tutti allo stesso modo, e proprio per questo “Best Of Both Worlds” si rivela adatto a chi vuole un riassunto veloce veloce delle puntate precedenti, rimandando comunque agli album in studio regolari per ulteriori e più efficaci approfondimenti.

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