Home > Recensioni > Vardis: Red Eye
  • Vardis: Red Eye

    SPV / SPV

    Data di uscita: 20-05-2016

    Loudvision:
    Lettori:

“Red Eye” è il quinto album in studio dei Vardis (in uscita venerdì 20 maggio) e il primo da quando la band hard rock & heavy metal si è riformata nel 2014, dopo lo scioglimento avvenuto nel 1986 in mezzo a lunghe controversie legali fra i membri della vecchia formazione (Steve Zodiac, Alan Selway e Gary Pearson).

Pionieri della cosiddetta NWOBHM (New Wave of British Heavy Metal), i Vardis hanno goduto di grande successo a partire dal 1978: ma tornare in auge dopo tanto tempo è sempre una sfida importante, soprattutto in virtù di un genere così controverso come può essere il rock.

“Red Eye” ha il suono di una vecchia macchina da guerra bisognosa di un rodaggio: è un disco senza troppe pretese, che scava volontariamente nelle vecchie glorie anni 70. Non ci sono brani che restano facilmente nella memoria, nemmeno dopo un terzo ascolto completo: a partire dalla title track e procedendo attraverso le varie “Paranoia Strikes”, “Lighning Man”, “Back To School” fino al reprise di 200 M.P.H. , l’album non sembra svilupparsi in alcun modo e, di conseguenza, non raggiunge mai un apice artistico che possa sinceramente invogliare l’ascoltatore ad acquistare l’album.

Più di 10 anni di successi hanno sicuramente il potere di consegnare alle future generazioni un’eredità di tutto rispetto, ma solo a patto che nuovi lavori (soprattutto dopo 30 anni di silenzio) non compromettano qualunque tipo di interesse ad approcciare al “vecchio, ma sempre in gran forma” sound hard rock. “Red Eye”, in questo senso, può essere tranquillamente lasciato sugli scaffali dei negozi.

Pro

Contro

Scroll To Top