Home > Recensioni > Vargton Project: ProgXprimetal

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A tutto c’è un limite

Opera prima del progetto italo-svedese che annovera alle percussioni Giovanni Imparato, “ProgXprimetal” mantiene anche troppo bene le promesse del titolo, dato che mescola senza ritegno (soprattutto nella prima parte del CD) musica orientale, elettronica, atmosfere acid jazz, prog manierato.

Brani estremamente eterogenei, talvolta urlati, più che cantati, da voce che scimmiotta Chris Cornell, un miscuglio di sonorità esotiche non sempre in armonia fra loro, squarci industrial che si frappongono a ritmiche jazzy. Si salvano “Norrsken”, “Lvorrna” e “Capriccio”. Il resto può fare da sottofondo mentre fate altro. Ovvero, passa inosservato tanto è complicato e difficilmente assimilabile. Non ci siamo.

“Il troppo stroppia”, ovvero riconoscere i propri limiti è sinonimo di saggezza e di equilibrio creativo. Cosa che qui manca del tutto: forse la band non lo sa, ma non bastano due controtempi, riff complicati e strumenti esotici per fare un buon album progressive. Certo la tecnica è importante, ma se manca la passione, ciò che arriva all’ascoltatore è un esercizio di stile senz’anima. Per non parlare della confezione trascurata e dei titoli mancanti. Insomma, i Vargton Projekt sono a dir poco sopra le righe. Forse un po’ più di umiltà non guasterebbe, per quanto possano essere illustri i musicisti nella band.

Pro

Contro

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