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  • VeiveCura: Goodmorning Utopia

    La Vigna Dischi / none

    Data di uscita: 15-05-2014

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Il progetto VeiveCura, nato dal polistrumentista Davide Iacono, approda al terzo lavoro con Goodmorning Utopia, dopo i due ottimi Sic Volvere Parcas (2009) e Tutto e vanità (2012). In questo ultimo album ritroviamo le atmosfere da nord europa, alla Sigur Ros, da colonna sonora, le melodie trascinate e rarefatte, ma sempre meno cantato e sempre più strumentale, ad eccezione di una rara voce sottile in “Persepolis” e Oxymoron”.

Il pianoforte, ormai cifra distintiva dei VeiveCura, fa da contrappeso a tutti gli altri strumenti: batteria, percussioni, chitarra, fiati, archi, violini, marimba, a testimonianza del grande tessuto musicale che accompagna Davide nella creazione della musica, 15 elementi che si alternano fra loro in aggiunta alla base solida di 3 musicisti. In questo senso, l’uso delle percussioni ne è l’emblema: esse non sono protagoniste, ma efficaci e davvero fondamentali.
Il brano “Goodnight Utopia” diviene modello del loro stile, che ricalca strutture abbastanza tipiche: l’incipit con un solo strumento (il piano), e l’aggiunta crescente del resto, in un climax musicale ben calibrato. Le variazioni stilistiche all’interno dell’album non sono eclatanti, ma il percorso “Utopia I-III” e “Utopia IV-V” traccia una linea tematica differente, rivolgendosi a qualcosa di più ritmato con risvolti pop/jazz grazie al suono di un sassofono.
Un buon progetto musicale, che porta l’ascoltatore in non-luoghi fatti solo di melodie: bisogna sapersi lasciar andare. Il loro progetto, proprio per questa caratteristica evocativa, potrebbe avere molti utilizzi oltre alla musica, come quello cinematografico, visivo. Possiedono sicuramente un’ottima base per limarsi e perfezionarsi ulteriormente, e avventurarsi in inediti non-luoghi.

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Contro

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