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Velvet: Altro che boyband

In attesa di ascoltare l’ultimo album, a breve disponibile, durante la Hot Chocolate MINI Night, abbiamo incontrato Pierluigi Ferrantini (voce e chitarra) e Alessandro Sgreccia (chitarra) dei Velvet, band capitolina nata artisticamente nel 1998 e divenuta famosa grazie alla hit “Boyband”, e ci siamo fatti raccontare un po’ della loro storia e del loro presente.

Come mai questo connubio con Mini? Siete amanti delle auto sportive, dell’alta velocità?
Amiamo sicuramente le auto sportive e la velocità, nei limiti consentiti. Il nostro batterista è già possessore di una MINI, quindi fa già parte della “grande famiglia” e in più conosciamo i ragazzi che ci lavorano. Tutto è andato al posto giusto. Hanno ideato questa situazione che poi alla fine è divertente perché per noi è stato uno stimolo dover presentare le nostre canzoni in veste acustica. Sembra più semplice mentre invece è più complicato, almeno per noi.

So che siete molto impegnati dal punto di vista del sociale, anche recentemente avete partecipato alla Biofiera, supportate una onlus che segue la ricerca… da cosa nasce questa vena filantropica? Perché lo fate?
Perché pensiamo che sia il minimo che chi ha la fortuna di avere un seguito, grande o piccolo che sia, possa fare. Non è per farsi notare. Noi siamo stati fortunati, viviamo con quello che abbiamo sempre desiderato fare, e se possiamo unire questo alla possibilità di sensibilizzare qualcuno rispetto a qualcosa di importante lo facciamo. Chiaramente devono essere cose in cui crediamo e, per quanto possiamo arrivare a controllare, fatte seriamente. Cerchiamo di essere il più informati possibile, perché non vorremmo legare il nostro nome a qualcosa che poi si rivela sbagliato o fasullo. In particolare l’attenzione per l’ambiente cerchiamo di averla anche nel nostro privato, in famiglia, almeno ci proviamo.

Nel vostro primo singolo di successo “Boyband” cantavate di soffrire lo stress, di essere stanchi, di essere un po’ fuori forma. Innanzitutto fuori forma non mi sembrate. Detto questo, nel corso di questi anni avete imparato a gestire lo stress che questo tipo di lavoro implica?

Sì. A volte viene fuori stress per delle cose per le quali anni prima non soffrivi. Magari capita di suonare in situazioni come il 1 maggio con 300 mila persone e salire sul palco con una calma quasi sospetta. Poi invece una situazione più raccolta ti crea tensione. Abbiamo soprattutto imparato a gestire lo stress esterno, quello delle persone che ti gravitano intorno. Ora ci disturba molto meno di quanto succedeva in passato.

Cantavate di essere una boyband ma non sembrate una boyband come le altre, stile Back Street Boys ecc. Era un testo ironico?

Certo, era evidentemente ironica la canzone. A noi sembrava così incredibilmente scontato che stessimo scherzando, invece tanta gente la prendeva sul serio e noi per anni ci abbiamo sofferto di questa cosa. Poi finalmente è successo che dopo aver fatto 5 dischi, nessuno viene più da noi con l’idea o la convinzione di trovare una “boy band”. Ora finalmente la canzone è stata sdoganata e la possiamo suonare in qualsiasi situazione: è divenuta una canzone amata da tutti.
La cosa più divertente è andare su youtube dove ovviamente c’è il video. Se vai a leggere i commenti, sono molto divertenti. Adesso sembra che improvvisamente sia la canzone più bella del mondo. Mentre 10 anni fa non era così.

Avete partecipato 3 volte al festival di Sanremo, cosa vi hanno lasciato? Prevedete di tornarci?
No, a breve termine no. Sanremo è una bellissima vetrina. Fatto in una certa maniera può dare anche delle grosse soddisfazioni, come la possibilità di suonare con un’orchestra di professionisti. Però farlo troppe volte non fa bene a un gruppo, soprattutto se questo gruppo ha scelto una strada ben precisa che non “passa” per Sanremo.

Voi avete aperto di concerti di artisti del calibro di Vasco Rossi, Biagio Antonacci, Ligabue. Avete mai pensato a una collaborazione più strutturata con questi artisti o con altri gruppi italiani o internazionali?
Con loro no. Oltre al fatto che non sono i nostri artisti preferiti a livello musicale, sono comunque realtà troppo grosse. È stato bellissimo suonare per e prima di loro, abbiamo suonato in situazioni esagerate, dall’ Heineken Jammin Festival allo stadio di San Siro, all’Olimpico. Però ci sono sono altre realtà con cui francamente avremmo voglia e ci stiamo organizzando per collaborare. Anche nel nuovo disco ci saranno collaborazioni, con artisti con cui abbiamo riscontrato una certa unione di intenti.

Al di là della musica che fate, che musica vi piace ascoltare nel tempo libero, mentre siete in auto, durante i momenti di relax? Avete gli stessi gusti musicali?

In questo periodo stiamo necessariamente sentendo e risentendo solo ed esclusivamente il nostro nuovo album. Stiamo finendo di mixarlo quindi volano decine e decine di versioni diverse per ogni brano. Una con il basso un decibel più su, una con il coro, una con solo la voce. Sono 6 mesi che stiamo ascoltando solo quello. Credo che resisteremo fino al mastering e poi quel disco verrà messo nel cassetto e inizieremo a suonarlo. Compriamo però una marea di dischi. Tra gli ultimi che ci sono piaciuti segnaliamo i Kings Of Leon, Beck e Sigur Ros.

Il prossimo concerto a cui andrete?

Metallica, che saranno in Italia il 22 Giugno prossimo, e Slipknot insieme ai Machine Head, previsti per il prossimo 18 Novembre.

Per concludere, se doveste esprimere un desiderio immediato?
Che la Roma passasse il turno in Coppa Campioni. O in alternativa ci andrebbe bene anche vincere al Superenalotto, ma sembra che anche questa sera i 100 milioni di euro non siano entrati non nelle nostre tasche.

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