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Velvet: Minimalismo protagonista

Incontriamo i Velvet appena prima della “Sound In A Frame Night”, serata durante la quale la band eseguirà dal vivo alcuni storici successi e i brani tratti dall’ultimo EP digitale “Il Serpente”, che anticipa l’uscita del Best Of prevista in autunno.
Ne approfittiamo dunque, per una breve chiacchierata e per scoprire quali sono i loro progetti in cantiere.

Ciao ragazzi e bentrovati! Per il vostro ultimo EP digitale “Il Serpente”, avete collaborato con Thounds. Come è stato per voi mettere in condivisione del materiale affinché potesse essere contaminato, o perfino stravolto dalle mani dei vostri ascoltatori?
Entusiasmante! Era proprio il senso dell’operazione, anzi speravamo che manipolassero il nostro materiale in maniera ancora più estrema. È stato comunque divertente e stimolante, c’è stata molta adesione e ci sono arrivati moltissimi contributi di vario genere. C’è chi ha prediletto una chiave più “danzereccia”, chi ha inserito chitarre pesanti, chi non si è discostato molto dall’originale. Abbiamo ricevuto davvero di tutto.
Siamo inoltre molto felici di essere stati noi i portatori di questa innovazione, che è già in tutto il mondo, e di aver potuto collaborare con un social network potente e valido come Thounds.

Credete che un simile metodo di partecipazione alla musica possa essere la chiave di volta per non “subire” quello che è imposto commercialmente? Potrebbe riuscire a risollevare il mercato discografico in crisi?
No, sinceramente non pensiamo che possa aiutare il mercato discografico a livello economico. Certo è che si va sempre di più verso la condivisione, l’interazione immediata con i propri fan, l’aggiornamento continuo e completo. Tutte cose molto positive da un lato, ma che dall’altro possono togliere quell’aura di mistero e sorpresa che dovrebbe in parte caratterizzare l’operato di una band.

Parlando del vostro ultimo album e di questo EP digitale si nota un deciso avvicinamento a sonorità più elettro rock e new wave. Come nasce questa virata di genere, questo cambio di sound?
Ne avevamo bisogno. Noi vediamo davvero la nostra musica come parte integrante delle nostre vite, e come queste ultime cambiano e maturano, anche la nostra musica, di riflesso, si evolve. Non potremmo, né vorremmo rimanere fermi, suonare sempre le stesse canzoni nella stessa maniera. Forte è l’esigenza di cambiare, di metterci alla prova, di suonare diversamente e anche di stupire.
Attualmente la nostra musica sta andando verso un minimalismo sempre più spinto ed evidente. Il prossimo singolo che uscirà prima del “Best Of”, sarà la cosa più minimale che abbiamo fatto fino ad ora!

Personalmente abbiamo apprezzato molto la collaborazione con Beatrice Antolini per il brano “Confusion Is best”. In futuro collaborerete ancora con lei o è stato un episodio spot? Come è nata questa sintonia? Vi conoscevate già?
No, ci siamo conosciuti a Napoli, in occasione di un concerto dove suonavamo tutti e due. Dovevamo fare delle prove insieme, ed è lì che abbiamo notato il suo particolare talento.
Chiacchierando nel post concerto, l’abbiamo invitata nel nostro studio, ma non avevamo nessun programma definito in partenza, solo la voglia di divertirci, condividere e sperimentare. Invece ne è nata una bella ed inaspettata collaborazione. Noi abbiamo contribuito alla sua traccia “Venetian Hautboy”, che è stata poi inserito nella compilation “Il Paese È Reale”, e lei come contropartita, ci ha aiutato per un brano in inglese che stavamo registrando e nel quale volevamo inserire una voce femminile: così è nata “Confusion Is Best”. Il nostro studio è comunque sempre aperto e noi siamo sempre alla ricerca di nuove collaborazioni e contaminazioni. Solo così può nascere davvero qualcosa di innovativo e dirompente.

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