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  • Velvet Seal: Lend Me Your Wings

    Velvet Seal

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Gothic-regressive

“Lend Me Your Wings” è il nome di un suicidio collettivo che vede quali scoraggiati protagonisti alcuni conterranei di Eva Henger.
Banale, lacunoso, capace di assiderare l’ascoltatore – tale è il gelo delle sue corde – l’esordio dei Velvet Seal non fa nulla per risollevare il gothic-progressive dalla torbida palude in cui è immerso, anzi, se possibile, lo spinge ancora più in fondo.

La band si fregia di una singer da copertina patinata ma dalle capacità canore controverse. V’è da capire se la flebilità del canto sia una precisa scelta di produzione o la risultante di carenze tecniche ed interpretative. Non è più incoraggiante la proposta sinfonica, tendenzialmente insipida e priva di mordente, per quanto risultino apprezzabili le variazioni che la partitura progressive riesce a distillare.

Il settore gothic è già da tempo in fin di vita, se gli ungheresi vogliono essere una bombola d’ossigeno, dispiace dirlo, ma si rischia l’encefalogramma piatto.

Avete vinto al superenalotto così tanti soldi da non sapere come spenderli? Questa è l’unica circostanza in cui non è peccato aquistare l’album. In caso contrario il consiglio è di girarne alla larga. Perché? Perché non concede nulla all’emozione, come bere un bicchier d’acqua quando non si ha sete.

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Contro

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