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Venezia 71, i film che vedremo alla Settimana della Critica

Fondata da Lino Micciché nel 1984, la Settima Internazionale della Critica (SIC) è una delle due sezioni autonome – l’altra sono le Giornate degli Autori – che si svolgono parallelamente alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

La SIC è promossa dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) e i film di quest’anno — come al solito sette opere prime da tutto il mondo più due proiezioni speciali — sono stati selezionati da Francesco Di Pace (delegato generale), Nicola Falcinella, Giuseppe Gariazzo, Anna Maria Pasetti e Luca Pellegrini.

Il programma dell’edizione 2014 è stato annunciato questa mattina in conferenza stampa alla Casa del Cinema del Roma (qui l’elenco completo dei titoli) e presenta, almeno sulla carta, diversi punti di interesse.

Agli occhi del pubblico italiano spicca subito il nome di Diego Bianchi aka Zoro, che alla SIC presenta come evento speciale di chiusura fuori concorso il suo esordio cinematografico, la commedia “Arance e martello”: Francesco Di Pace la definisce «un “Fa’ la cosa giusta” ambientato in un mercato rionale di San Giovanni a Roma». Staremo a vedere.

Ad aprire la sezione sarà invece, anche questo fuori dalla competizione, “Melbourne” dell’iraniano Nima Javidi. «Siamo dalle parti del cinema di Asghar Farhadi», dice Di Pace, e non a caso uno dei protagonisti è Peyman Maadi, già visto in “Una Separazione”.

E veniamo al concorso.

Dall’Italia arriva “Dancing with Maria” del goriziano Ivan Gergolet, primo documentario ammesso in concorso dalla SIC. La Maria del titolo è una ballerina novantenne famosa a Buenos Aires per aver fondato una scuola di danza-terapia rivolta a persone con problemi motori e mentali.

Ničije dete” (“No One’s Child”, nella foto) del serbo Vuk Ršumović è la storia drammatica di un “ragazzo selvaggio” cresciuto nei boschi della Bosnia prima della guerra dei Balcani. «Finale che spiazza», assicurano i selezionatori.

Il franco-belga “Terre battue” (“40-Love”) di Stéphane Demoustier racconta invece l’attuale crisi economica, attraverso la storia di un bambino disposto a tutto pur di diventare un campione di tennis. Il padre però ha appena lasciato il suo lavoro da dirigente e le cose si faranno sempre più complicate per entrambi. I protagonisti, nei ruoli dei genitori, sono Olivier Gourmet e Valeria Bruni Tedeschi. Alla produzione troviamo i fratelli Dardenne, dei quali all’ultimo Festival di Cannes abbiamo visto “Deux jours, une nuit”.

Come in ogni selezione festivaliera che si rispetti, non può mancare il «film choc» (parola di di Pace): alla SIC ci sarà “Flapping in The Middle of Nowhere” della 32enne vietnamita Nguyễn Hoàng Điệp. Atteniamoci per ora alla semplice sinossi: «L’adolescente Huyen rimane incinta di un giovane balordo ed è costretta a prostituirsi per mettere da parte i soldi necessari per un aborto. Ironia della sorte, l’unico cliente disposto a pagarla è un uomo ossessionato dalle donne in gravidanza».

Suha Arraf, la sceneggiatrice palestinese de “La sposa siriana” e “Il giardino dei limoni”, sarà a Venezia con il suo primo lungometraggio di finzione, “Villa Touma”. Tre sorelle conducono una vita da aristocratiche recluse nella loro grande casa a Ramallah, indifferenti al conflitto che le circonda. L’arrivo di una giovane nipote rimasta orfana le ricondurrà alla realtà. Un film «elegante e seducente», dice ancora Di Pace.

Binguan” (“The Coffin in The Mountain”) del trentenne cinese Xin Yukun è un noir che ruota intorno a una cerimonia funebre in un piccolo villaggio. Ma di chi è il corpo che attende di essere sepolto?

Infine, dalla Germania arriva Timm Kröger con “Zerrumpelt Herz” (letteralmente “Cuore frantumato”). Kröger ha 29 anni e il film è il suo saggio di diploma ma, spiega Francesco Di Pace, si tratta di «un’opera espressivamente matura e rigorosa, che dice molto su come si insegna cinema in alcune realtà al di fuori dei nostri confini».

I film della Settimana della Critica concorrono al Premio del Pubblico RaroVideo (5mila euro) e, in qualità di opere prime, anche al Leone del Futuro – Premio Luigi De Laurentiis destinato al miglior esordio di tutte le sezioni della Mostra. A presiedere la giuria del Leone del Futuro sarà quest’anno Alice Rohrwacher.

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