Home > Rubriche > A Venezia 71 la miniserie Olive Kitteridge con Frances McDormand

A Venezia 71 la miniserie Olive Kitteridge con Frances McDormand

Era prevedibile che “Olive Kitteridge“, romanzo premio Pulitzer di Elizabeth Strout, avrebbe prima o poi ispirato un adattamento cinematografico. Frances McDormand, che ne ha opzionato i diritti proprio nella settimana in cui il libro veniva candidato al Pulitzer, ha però optato per la forma televisiva, affidandone la regia a Lisa Cholodenko (“The Kids Are All Right”).

«I canonici 90 minuti non sono sufficienti per narrare la storia di una donna», spiega l’attrice, che questa miniserie targata HBO ha visto impegnata anche in veste di produttrice. Le pagine di Strout si trasformano così, attraverso il buon lavoro di adattamento compiuto dalla sceneggiatrice Jane Anderson, in un racconto per immagini lungo quattro episodi di un’ora ciascuno.

Dai tredici racconti che compongono il libro, quattro prestano i titoli agli episodi televisivi: “Pharmacy“, “Incoming Tide“, “Different Road” e “Security“.

Siamo sulla costa del Maine, tra gli anni 80 e il 2005. Al centro c’è lei, Olive, spigolosa, dura, sarcastica, acuta e – quando vuole – generosa: Frances McDormand la descrive come «una donna che non piace a nessuno, ma che nessuno è in grado di ignorare».

Jane Anderson rielabora le linee narrative, taglia, anticipa, accorpa personaggi e situazioni: il risultato è un racconto corale semplificato, nel quale le pennellate minute e precisissime con le quali Elizabeth Strout tratteggia le sue tredici storie – autonome ma legate – perdono un po’ del loro incanto.

A garantire che le sfumature del testo originale siano rispettate ci sono però gli attori: Frances McDormand vede Olive Kitteridge come il ruolo di una vita, un ruolo finalmente da protagonista dopo più di trentanni passati a interpretare principalemente supporting roles. E la sintonia con Richard Jenkins, che nella miniserie interpreta il marito Henry, è perfetta. Ad affiancarli, di episodio in episodio, anche Zoe Kazan, Bill Murray, John Gallagher Jr. (è il figlio Christopher, con il quale Olive ha un rapporto complicato) e Peter Mullan.

Il tema musicale, semplice e delicato, è di Carter Burwell e accompagna con dolcezza i titoli di testa nei quali oggetti di uso comune diventano figure suggestive: perché “Olive Kitteridge” è soprattutto questo, un racconto di vita quotidiana, che oscilla continuamente tra bellezza e dolore.

Scroll To Top