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Venezia 71, le previsioni sul programma

Tra una settimana esatta, giovedì 24 luglio, conosceremo il programma completo della 71esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (27 agosto – 6 settembre) diretta da Alberto Barbera.

Il 22 luglio anche il Toronto International Film Festival (4 – 14 settembre) scoprirà le proprie carte e l’elenco delle sue anteprime mondiali ci darà come sempre valide indicazioni su quello che (non) vedremo al Lido.

Nel frattempo gli occhi dei cinefili sono puntati su tutti quei titoli attualmente in post-produzione e che potrebbero quindi godere di una bella première in uno dei festival autunnali (al di là dell’oceano c’è anche Telluride) per poi arrivare al cinema entro fine anno e lanciarsi sulla prossima awards season (vedi “Gravity“, che ha aperto Venezia 2013).

Ci riferiamo qui, è chiaro, solo ai grossi film, soprattutto hollywoodiani. Ma la Mostra è anche tanto altro e ci aspettiamo belle scoperte cine-geografiche soprattutto dalla Settimana Internazionale della Critica e dalle Giornate degli Autori, che sveleranno le proprie selezioni rispettivamente il 21 e il 22 luglio.

Intanto ecco i desideri, le speranze e le previsioni sul programma di Venezia 71 a cura della squadra di LoudVision che a fine agosto approderà in Laguna.

previsioni

CAROL di Todd Haynes
Le riprese sono terminate solo ad aprile e potrebbe essere un po’ presto. Le statistiche però giocano a nostro favore, perché gli ultimi film di Haynes – più la miniserie “Mildred Pierce” nel 2011 – sono stati tutti presentati al Lido, con tanto di Coppe Volpi per Julianne Moore (“Lontano dal paradiso”, 2002) e Cate Blanchett (“I’m not There”, 2007), che torna in “Carol” come co-protagonista accanto a Rooney Mara. Dai, Todd, ce la puoi fare.

FRANCOFONIA: LE LOUVRE UNDER GERMAN OCCUPATION di Aleksandr Sokurov
Quando nel 2011 vinse il Leone d’Oro con “Faust”, Sokurov ci regalò riflessioni sagge e illuminanti a favore delle «mostre d’arte» e contro le «fiere delle vanità», perché «se la cultura continuerà a essere così morbida e delicata saremo annientati». Sarebbe bello ascoltarlo di nuovo. E poi “Francofonia” è ambientato al Louvre (ricordate l’Ermitage di “Arca Russa”?). E alla fotografia, dopo “Faust”, torna Bruno Delbonnel. Serve altro?

Valentina Alfonsi

BIG EYES di Tim Burton
Semplicemente geniale, c’è altro modo per definire Tim Burton? E allora perché dovrei aspettare il 1 gennaio 2015 quando “Big Eyes” arriverà nelle sale italiane? E poi Tim Burton manca da troppo tempo dal Festival del Cinema di Venezia: dal 2005 con “La Sposa Cadavere”, anche se nel 2007 fu in laguna per ricevere il premio alla carriera. Insomma voglio un po’ di sfumature dark su quel red carpet.

LIFE di Anton Corbijn
Anton Corbijn torna con un nuovo film, “Life”, che sfiora il mondo musicale raccontando la storia del fotoreporter Dennis Stock, interpretato da Robert Pattinson, e della sua amicizia con James Dean, impersonato da Dane DeHaan. All’interno del film anche un’attrice italiana: Alessandra Mastronardi, nota soprattutto per il ruolo di Eva Cudicini nella serie tv “I Cesaroni”, ma che è stata diretta anche da Woody Allen in “To Rome With Love”. Un’italiana da tenere sicuramente d’occhio.

Giuditta Danzi

QUEEN OF THE DESERT di Werner Herzog
Due fattori incidentali reclamano questo film a Venezia 71: la presenza di James Franco, ormai habitué del Lido, e il fatto che l’ultima volta che Werner Herzog è sbarcato al lido, nel 2009, ha portato ben due film in concorso. Dall’autore di “Fitzcarraldo” non ci si può certo aspettare il classico biopic patinato: “Queen Of The Desert” racconta una delle figure femminili più affascinanti del ‘900, Gertrude Bell (viaggiatrice, scrittrice, archeologa, agente segreto e diplomatica per conto dell’impero britannico) interpretata da Nicole Kidman (recentemente sul grande schermo nei panni di un’altra grande figura femminile, Grace Kelly).

FAR FROM THE MADDING CROWD di Thomas Vinterberg
Altro film, altro grande ritratto di donna con protagonista Carey Mulligan. Thomas Vinterberg, principale avversario di Sorrentino agli ultimi Oscar con lo splendido “Il sospetto”, si cimenta questa volta con un classico della letteratura inglese: “Via dalla pazza folla” di Thomas Hardy, pietra miliare dell’amore non corrisposto. C’è da aspettarsi che l’adattamento cinematografico del regista danese, uno dei fondatori di Dogma assieme a Von Trier, non vada tanto per il sottile in quanto a melodramma.

Piera Boccacciaro

KNIGHT OF CUPS di Terrence Malick
Doveva già essere a Cannes, ora si spera per Venezia, ma le probabilità rimangono scarse. Dopo la radici dell’esistenza e la perdita dell’innocenza di “The Tree of Life” e l’analisi della complessità dei rapporti affettivi di “To the Wonder”, cosa ci mostrerà questa volta l’ex recluso diventato improvvisamente prolifico? Questa è la prima sinossi resa pubblica: “E’ la storia di un uomo, una storia di tentazioni, celebrità ed eccesso”. Con Christian Bale e Natalie Portman.

GONE GIRL di David Fincher
Dall’omonimo romanzo di Gillian Flynn, anche sceneggiatrice, il nuovo thriller di David Fincher porta con sé le solite attese legate al regista di Denver, che ci ha regalato qualche anno fa con “The Social Network”, a mio parere, il “Quarto potere” degli anni Duemila. Alla colonna sonora (terza collaborazione con Fincher) ancora una volta Trent Reznor e Atticus Ross. Un dubbio? La scelta del protagonista: abbiamo capito che Ben Affleck è un buon regista, facciamogli fare quello e punto.
[NEWS: “Gone Girl” sarà il film d’apertura del New York Film Festival]

Donato D’Elia

THE LOOK OF SILENCE di Joshua Oppenheimer
Ormai abbiamo l’ansia da sequel, ma qui siamo in tutt’altro ambito. “The Look of Silence” è il gemello eterozigote del celebrato e straordinario documentario di Joshua Oppenheimer “The Act of Killing”. Il film del 2012 si evolvette spontaneamente dal progetto originale, che sarà invece nel secondo film. Il primo fu presentato al Telluride Film Festival. Chissà se stavolta, forte degli onori conquistati, non si meriti la laguna.

ROSEWATER di Jon Stewart
Il comico e conduttore TV Jon Stewart ha passato l’estate scorsa in Giordania a girare questo film drammatico tratto da una storia vera: la detenzione e le torture di Maziar Bahari, giornalista iraniano arrestato in seguito a una sua intervista TV proprio al Daily Show con Stewart. Il protagonista è interpretato da Gael García Bernal. Il film fu annunciato al Toronto Film Festival, ma noi scegliamo di ignorare certi indizi.

Francesco

MANGLEHORN di David Gordon Green
Il nuovo lavoro di David Gordon Green (nel 2013 in concorso con “Joe”) vanta le interpretazioni di Al Pacino e Holly Hunter. AJ Manglehorn è un ex detenuto con un passato oscuro, dal quale è ossessionato, e che ora si ritrova a combattere con la monotonia della propria vita, intrattenendo dialoghi ironici con un gatto. Con Al Pacino come protagonista, il film suscita parecchio interesse.

INHERENT VICE di Paul Thomas Anderson
Tratto dal romanzo “Vizio di Forma” di Thomas Pynchon, “Inherent Vice” potrebbe segnare il ritorno al Lido di Paul Thomas Anderson, dopo i premi vinti nel 2012 con “The Master”. Doc Sportello (Joaquin Phoenix) è un detective privato con un debole per la marijuana che aiuta l’ex ragazza a rapinare il suo amante, un ricco proprietario terriero. Il film è ambientato nella Los Angeles di fine anni Sessanta e colpisce per la presenza di tanti personaggi assurdi: dai surfisti ai rockettari, dai tossici ai sassofonisti. Lo attendiamo con curiosità.
[NEWS: “Inherent Vice” in anteprima mondiale al New York Film Festival]

Eliana Puccio

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