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  • Venezia 72 — A Bigger Splash

    Diretto da Luca Guadagnino

    Data di uscita: 26-11-2015

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Arriva Luca Guadagnino e arrivano i fischi: il suo “A Bigger Splash“, oggi in concorso alla 72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, non è stato accolto con affetto alla prima proiezione stampa del mattino.

Un film sopra le righe? Decisamente sì. Un film che pensa (troppo) in grande? Il titolo cita un quadro di David Hockney e nelle note di regia leggiamo che Guadagnino guarda addirittura a Roberto Rossellini, quindi ancora sì. Un film che rischia il ridicolo, l’effetto-cartolina (siamo a Pantelleria), l’eccesso melodrammatico? Sì, sì, sì.

Ma “A Bigger Splash” ha una qualità che lo redime da ogni peccato: è divertente. Anzi, divertentissimo. La vicenda è drammatica e l’impianto ricalca piuttosto fedelmente quello di “La piscina“, il film del 1969 diretto da Jacques Deray (con Alain Delon, Romy Schneider, Maurice Ronet e una giovanissima Jane Birkin) di cui Guadagnino ha girato un remake su proposta di StudioCanal.

Il tono però è molto più leggero, quasi da commedia, e la messa in scena è del tutto a servizio degli attori: Matthias Schoenaerts (che qui alla Mostra abbiamo visto anche in “The Danish Girl” di Tom Hooper), Tilda Swinton, Ralph Fiennes e Dakota Johnson (anche per lei doppia presenza al Lido con “Black Mass” di Scott Cooper).

Conoscevamo già l’amore cinematografico che lega Guadagnino a Tilda Swinton (qui in un ruolo quasi del tutto privo di battute, ma è chiaro che per lei recitare è come respirare) mentre l’evidente passione del regista per Ralph Fiennes è una bellissima sorpresa: all’attore inglese viene data la possibilità di esplorare il registro comico come mai prima d’ora e vederlo dare spettacolo in questa maniera è un piacere assoluto.

Non contento, Guadagnino appesantisce ulteriormente il carico di svolazzi attoriali con una piccola parte affidata (e non è un caso) al «sublime» Corrado Guzzanti: un personaggio che nel film di Deray era molto serio e contribuiva a incupire la parte finale, qui diventa una burla totale.

Insomma, se siete in cerca di rigore e sobrietà, state pure alla larga da “A Bigger Splash”. Ma se avete voglia di abbandonarvi a un film vivacissimo che non teme le sbandate di cattivo gusto, un po’ kitsch ma gestito con abilità e consapevolezza registica, andate pure al cinema dal 26 novembre. Una richiesta importante al distributore Lucky Red: non doppiatelo!

(Piccola nota: Paul, il personaggio interpretato da Matthias Schoenaerts, dice di essere un collaboratore del regista russo Victor Kossakovsky e un dialogo fa intendere che avrebbe lavorato sul set di “¡Vivan las antipodas!”, visto proprio qui a Venezia nel 2011. Grandissimo film, per inciso.)

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